20/01/2026 21:00

Marca, Umana non lo nasconde: "Il vero rammarico di Miane? Le nostre occasioni non capitalizzate"

La Marca Futsal nella trasferta di Miane si è giocata le sue carte al meglio delle sue possibilità, ma forse non abbastanza da poter alla fine strappare i tre punti che sono invece finiti nelle tasche della Dibiesse. Questa è la sensazione principale che filtra dagli ambienti di Montebelluna, dove c'è la consapevolezza che in realtà quanto dimostrato nella sfida tutta trevigiana di venerdì scorso, valida come quindicesima giornata di Serie C1 veneta, non sia tutto da buttare. Anzi, non fosse stato per alcuni cali difensivi nella ripresa e alcune occasioni occasioni non sfruttate forse le cose sarebbero andate diversamente; per averne conferma chiedere a Mattia Umana.

- Partiamo da ciò che non ha funzionato a Miane: cosa si poteva gestire meglio?

"Credo che il problema principale siano stati gli ultimi minuti - confessa il classe 2003 dei biancazzurri. - Su un campo così difficile non puoi permetterti cali di tensione: noi, purtroppo, abbiamo staccato la spina a livello difensivo proprio nel momento cruciale e in palazzetti così, vieni punito immediatamente. È un peccato perché fino a quel momento eravamo rimasti in partita".

- Il passivo (3-7, n.d.r.) è stato però troppo severo rispetto a quello che avete dimostrato, specie nel primo tempo?

"Il punteggio non rispecchia l’andamento della gara. Bisogna però essere realisti: quando sei sotto e decidi di giocarti la carta del portiere di movimento, è fisiologico concedere qualcosa di troppo dietro. Il vero rammarico è non aver capitalizzato le nostre occasioni sotto porta".

- Per lavorare alla ricerca del riscatto è meglio mantenere una certa serenità o ci sarà bisogno di tirare fuori una reazione quasi rabbiosa?

"Mi aspetto una reazione rabbiosa, ma deve essere una rabbia agonistica da trasformare in energia sul parquet. In questo momento la priorità è mantenere la serenità all'interno del gruppo. Dobbiamo evitare di piangerci addosso o cercare colpevoli, perché senza la giusta armonia si rischia di entrare in un circolo vizioso pericoloso".

l.m.