17/04/2026 08:30

L'Adrano al lavoro per il dopo Sgroi. Perni: "Non condividevamo più visione e metodologie di lavoro"

E’ sicuramente la notizia del giorno: l’Adrano in A2 senza l’allenatore che ha lavorato sul campo per arrivare a tagliare questo traguardo in un girone della cadetteria complicatissimo come quello siculo-calabrese. Ma tant’è. In casa adranita si stanno sondando tutte le soluzioni possibili per individuare l’allenatore giusto per la prima stagione tra le grandi del futsal nazionale. Il presidente Carmelo Perni scende in campo per puntualizzare gli aspetti che hanno accompagnato la clamorosa decisione di mettere il punto al rapporto con Carmelo Sgroi, ma prima si presta a un sommario bilancio della stagione che si è conclusa con la promozione storica in Serie A2 dell’Adrano. 


“La promozione rappresenta un risultato straordinario, frutto di un percorso costruito nel tempo con sacrificio, programmazione e grande senso di appartenenza. È il coronamento di tre anni di lavoro intenso, durante i quali la società è cresciuta sotto tutti i punti di vista, non solo sportivo ma anche organizzativo. In questo percorso il mister Carmelo Sgroi ha avuto un ruolo centrale e determinante, e per questo non posso che esprimere sincera gratitudine per quanto fatto. Questo traguardo resterà nella storia della nostra società e nessuno potrà mai cancellarlo”. 


- Proprio per questo, la scelta di interrompere il rapporto con Mister Sgroi ha sorpreso molti. Come è maturata questa decisione? 


“Capisco che dall’esterno possa sembrare una scelta difficile da comprendere, soprattutto alla luce dei risultati. Tuttavia, nel corso dell’ultima stagione sono emerse divergenze importanti su diversi aspetti della gestione tecnica e della visione futura del club. Parliamo di differenze concrete su temi fondamentali come la valorizzazione dei giovani, l’impostazione del lavoro settimanale e, più in generale, la direzione che la società intende intraprendere nei prossimi anni. Quando queste visioni non combaciano più, diventa complicato costruire un percorso solido e duraturo”. 


- La decisione, quindi, non è stata legata al risultato sportivo, che rimane eccellente, ma alla necessità di garantire coerenza e continuità al progetto societario. Possiamo dire quindi che si tratta di una separazione più di idee che di risultati? 


“Assolutamente sì. Dal punto di vista dei risultati, non c’è nulla da eccepire: la promozione parla da sola. Però una società non può basarsi esclusivamente sul risultato immediato, deve avere una visione chiara e condivisa nel medio-lungo periodo. Negli ultimi mesi ci siamo resi conto che non c’era più quella sintonia necessaria per proseguire insieme. Quando vengono meno alcuni presupposti fondamentali, come la condivisione delle scelte strategiche e metodologiche, è giusto prendere atto della situazione con lucidità e rispetto reciproco. È stata una decisione ponderata, mai impulsiva”. 


- Che rapporto resta con il mister dopo questa scelta? 


“Resta un rapporto di grande rispetto e riconoscenza. Il mister ha dato tanto alla nostra società e ha contribuito in maniera significativa alla nostra crescita. I tre anni trascorsi insieme hanno lasciato un segno importante, sia dal punto di vista sportivo che umano. Le strade si dividono, ma questo non cancella ciò che è stato costruito. Da parte nostra ci sarà sempre stima nei suoi confronti e l’augurio che possa proseguire al meglio la sua carriera. È giusto distinguere tra il valore del lavoro svolto e la necessità, a un certo punto, di intraprendere percorsi diversi”. 


- La scelta della nuova guida tecnica può essere vista come un azzardo dopo una promozione. Cosa risponde a chi la pensa così? 


“Rispondo che non si tratta affatto di un azzardo né, tantomeno, di un capriccio. È una scelta che nasce da una valutazione approfondita e dalla necessità di allineare la guida tecnica con l’identità e gli obiettivi della società. Affrontare un campionato impegnativo come la Serie A2 richiede non solo qualità tecniche, ma anche una piena condivisione del progetto, soprattutto su aspetti per noi fondamentali come la crescita dei giovani e la struttura del lavoro. In questo senso, il cambiamento è stato quasi una scelta obbligata per dare continuità al nostro percorso. Siamo convinti che la nuova guida tecnica rappresenti il profilo più adatto per affrontare questa nuova fase, nel rispetto di quanto costruito finora ma con uno sguardo chiaro verso il futuro”.