01/04/2026 19:30

Marca, epilogo amaro. Ma Bazzerla conferma: "L'identità resta chiara: avanti valorizzando i giovani"

La Marca Futsal venerdì scorso ha perso 5-2 in casa del Valdagno lo scontro diretto salvezza, dovendo così accettare ufficialmente il duro verdetto della retrocessione in Serie C2. La formazione di mister Gigi Regondi, che questa settimana dovrà rispettare il turno di riposo all'altezza dell'ultima giornata, ha quindi terminato il massimo campionato veneto all'ultimo posto dopo una stagione a tratti molto sfortunata, con la compagine trevigiana che ha cercato di farsi valere come ha potuto in uno dei tornei più equilibrati degli ultimi anni: basti pensare che fino a un paio di settimane fa erano quasi una decina di squadre sulle tredici totali a dover ancora combattere per assicurarsi la permanenza nella categoria. 

Da parte sua però il sodalizio di Montebelluna ha avuto il merito di credere con costanza e coerenza nel proprio progetto incentrato sui giovani, costruendo un futuro che verrà coltivato allo stesso modo anche nelle prossime stagioni, nonostante l'epilogo amaro di questo campionato. Ne abbiamo parlato meglio a bocce ferme con Alberto Bazzerla, vicepresidente e direttore generale della società trevigiana.

- La sconfitta di Valdagno l’ha certificato matematicamente: la Marca retrocede in Serie C2. Ora che per voi il campionato è finito, come commenteresti questa stagione? Considerando che comunque vi siete spesso espressi a un buon livello, cos’è che vi ha impedito di portare a casa i punti necessari per salvarvi? Avete delle responsabilità oggettive o si può parlare anche di sfortuna in più di un frangente?

"È difficile commentare una stagione che si chiude con una retrocessione - ammette l'ex capitano e numero 10 della squadra biancazzurra, - perché non è mai qualcosa di piacevole. Personalmente è la prima volta che mi capita, ma fa parte dello sport e bisogna saperlo accettare. Abbiamo disputato un buon girone d’andata, mentre nel ritorno, soprattutto dopo le partite con Miane e Vigoreal in casa, siamo entrati in un vortice negativo in cui l’aspetto mentale ha inciso molto. Siamo una squadra giovane, poco abituata a lottare nelle zone basse della classifica, e questo alla lunga si è fatto sentire. Non dimentichiamo poi anche i numerosi infortuni occorsi. Le responsabilità sono di tutti: quando le cose non funzionano non è mai colpa di un singolo. A dicembre molte squadre si sono rinforzate, mentre noi abbiamo scelto di portare avanti con coerenza il nostro progetto sui giovani, consapevoli che il ritorno potesse essere più complicato. Non ci aspettavamo però un calo così marcato. Non mi piace parlare di sfortuna, anche se nei momenti negativi gli episodi raramente ti girano a favore, anzi".

- L’avevi già detto in alcune altre interviste verso il finale di campionato: l’anima del progetto, incentrato sulla valorizzazione dei giovani e il loro inserimento in prima squadra, non cambierà. Confermi e rilanci?

"Sì, confermo assolutamente. Il progetto si sta consolidando e anche le difficoltà fanno parte del percorso di crescita. La nostra identità resta chiara: valorizzazione dei giovani e sviluppo del settore giovanile, integrati con alcuni giocatori più esperti che possano fare da guida e dare equilibrio. Adesso sarà il momento di lavorare per costruire l’organico della prossima stagione seguendo questa linea, con l’obiettivo di continuare a crescere sia come squadra che come società".

- Tenendo conto che la C1 è un palcoscenico probante per i giovani che può favorirne una crescita migliore rispetto alla C2 e che comunque rappresentate una realtà sana per la crescita del movimento, state già ragionando se presentare richiesta di ripescaggio nel caso ce ne fosse l’opportunità? O è prematuro fare questo tipo di discorsi?

"Ti ringrazio innanzitutto per la considerazione. Per quanto riguarda un eventuale ripescaggio, è sicuramente un’ipotesi che valuteremo nelle prossime settimane. È una decisione che richiede un confronto all’interno della società, perché deve essere coerente con il progetto tecnico e con gli obiettivi che ci poniamo. In base a questo, eventualmente, andrebbero fatte anche delle valutazioni a livello di mercato. Allo stesso tempo siamo consapevoli che potrebbe non esserci questa opportunità, quindi è giusto tenere aperte più strade e farci trovare pronti in ogni scenario".

l.m.