27/03/2026 10:15

Domus, il bilancio di Trincas: “Tra infortuni e sacrifici... ma il futuro è dalla nostra parte”

Una stagione complessa, segnata da infortuni e difficoltà logistiche, ma anche ricca di segnali positivi, soprattutto dal settore giovanile. Emanuele Trincas racconta il suo anno tra campo e panchina, con uno sguardo già rivolto al futuro.


- Emanuele, è stata una stagione complicata per te a livello personale: quanto è stato difficile restare fuori dal campo?


“È stata molto dura, perché come tutti amo stare in campo e aiutare la squadra. Quest’anno ho avuto cinque infortuni diversi e probabilmente è stata la stagione in cui ho giocato meno in carriera. La difficoltà più grande è stata la mancanza di continuità: ogni volta che rientravo e iniziavo a ritrovare la condizione, arrivava un nuovo stop. Nonostante questo ho cercato di dare il mio contributo anche da fuori, incoraggiando i compagni, anche se avrei voluto combattere con loro sul campo”.


- Nonostante tutto, la squadra ha raggiunto la salvezza: che valore ha questo risultato?


“Ha un valore importante, soprattutto per come è arrivato. Mentalmente è stata una stagione pesante: da tempo aspettiamo il nostro campo e l’attesa è stata difficile da gestire. Giocare le partite ‘in casa’ a 70 chilometri di distanza, che diventano 140 considerando il viaggio di ritorno, ci ha tolto tanto, soprattutto a livello emotivo. Nonostante infortuni e problemi logistici, siamo riusciti a salvarci e in diverse gare abbiamo dimostrato che, senza queste difficoltà, avremmo potuto fare di più. Ora guardiamo avanti: con il nostro campo sono sicuro che potremo fare qualcosa di importante”.


- Domani ultima giornata di C1 contro il Cus Cagliari: che partita ti aspetti, nonostante non abbia valore di classifica?


“Sarà comunque una partita da onorare, anche perché si giocherà in un bel campo a Cagliari. Al di là del risultato, penso che mister Catta darà spazio a chi ha lavorato con serietà per tutta la stagione, pur trovando poco minutaggio. È giusto che tutti abbiano la loro occasione, perché se la sono meritata: sono ragazzi fondamentali per il gruppo, si allenano sempre con impegno, crescono e aspettano il loro momento. Nello spogliatoio persone così fanno la differenza e hanno un valore enorme. A loro faccio i miei complimenti”.


- Parallelamente hai lavorato anche con l’Under 19, raggiungendo risultati importanti: il tuo bilancio?


“È un percorso che mi rende molto orgoglioso. Mi piace lavorare con i giovani, perché danno grandi soddisfazioni ed emozioni difficile da spiegare. Molti ragazzi erano al primo anno di calcio a 5, alcuni addirittura alla prima esperienza con un pallone. Siamo partiti dalle basi e, in poco tempo, abbiamo raggiunto risultati e crescite importanti grazie soprattutto al loro impegno. La vera forza è stata il gruppo: prima di essere una squadra, sono amici che lottano insieme. Questo fa la differenza nei momenti difficili. Sono convinto che tutto il Domus, dalla prima squadra al settore giovanile, potrà togliersi grandi soddisfazioni in futuro giocando nella propria casa”.