29/03/2026 23:54
All’inferno con ritorno. Sembra il titolo di un film, invece è la sintesi dell’impresa della Superaequum, che ha conquistato la salvezza aggiudicandosi lo scontro diretto con il Sorrento che aveva trasformato l’ultima giornata di campionato in una sfida da dentro o fuori. Una vittoria decisiva ottenuta proprio contro quel Sorrento che all’andata, ribaltando nella ripresa una partita che aveva visto nel primo tempo la Superaequum padrona del campo, ha innescato una crisi di risultati incredibile, che ha progressivamente portato gli uomini di patron Ghiani nelle pericolose paludi delle zone di coda, mettendo seriamente a rischio la permenenza tra i cadetti.
E invece la squadra di Cimini è rimasta aggrappata al sogno della salvezza, anche se a un certo punto l’inferno sembrava stesse chiudendo le proprie porte alle spalle dei subequani. Ma non è stato un biglietto di sola andata quello staccato dai gialloblù, autori di una ripresa strepitosa, in cui hanno ribaltato l’esito di un marche che aveva visto i campani portarsi inizialmente sul 2-0 con la doppietta in rapida successione di Casalingo e poi sul 3-1, sempre grazie all’ex Cioli Ariccia, che aveva ripristinato il +2 dopo la rete di Lancia che aveva provvisoriamente dimezzato il passivo per il quintetto di casa.
La ripresa era un crescendo rossiniano della Superaequum. Prima Toscano rimetteva in corsa la sua squadra indovinando un drop al volo in corsa che gonfiava la rete sorrentino, poi era Laoufi a trovare il varco giusto per mettere dentro il gol del 3-3. Obbligati a vincere a tutti i costi (il pareggio avrebbe salvato il Sorrento per effetto della vittoria campana nella gara di andata), gli uomini di Cimini insistevano, il tecnico forzava la mano inserendo il quinto di movimento e a poco più di due minuti dalla sirena Della Rocca chiudeva una lunga rotazione offensiva scaricando il suo destro sotto la traversa.
Situazione che si invertiva diametralmente: stavolta era Astarita a giocare il portiere di movimento ma nelle battute finali, un errore di transizione permetteva a Dambrosio di innescare la ripartenza di Calvet che infilava nella porta vuota il pallone del definitivo 5-3. E per la Superaequum poteva così scrivere la parola fine sulla questione salvezza.