10/04/2025 15:00

La salvezza dell’Acri anche grazie ai gol di Pagliuso: “Pure da ultimi siamo sempre stati squadra”

Rimettersi in discussione cambiando progetto sportivo dopo tanti anni, fino al raggiungimento della Serie A, non era sicuramente un compito agevole per Mario Pagliuso che però, nell’Acri, ha trovato una perfetta dimensione come testimoniano le 21 realizzazioni che lo consacrano migliore marcatore della squadra di mister Basile, che al suo primo anno di Serie A2 ha raggiunto con due turni di anticipo la salvezza diretta.  

“Si, abbiamo raggiunto la salvezza diretta con due turni di anticipo, sebbene abbiamo chiuso il girone di andata da ultimi in classifica. Avevamo molti scontri diretti in casa e sapevamo di poter dare una svolta una volta iniziato il girone di ritorno. Il girone di andata non rispecchiava una classifica che si capiva non essere veritiera. A dimostrazione di ciò, abbiamo chiuso il campionato con la quinta miglior differenza reti. Purtroppo, abbiamo pagato alcuni episodi a caro prezzo, oltre ad un periodo tra novembre e dicembre dove non riuscivamo a dare una scossa”.

Gruppo di valore e di spessore con giocatori che conoscono benissimo gli equilibri di questa categoria, ma anche di categorie superiori.

“Nei momenti più difficili è uscito fuori il valore del gruppo che si è creato. È facile essere ‘squadra’ quando le cose vanno bene e i risultati arrivano, ma stare uniti quando si accumula una delusione dopo l’altra non è semplice. Questo era un gruppo forte, formato da gente di esperienza e ragazzi di qualità. Anche da ultimi c’era serenità nell’aria perché eravamo consapevoli di avere i mezzi a disposizione per prendere punti ovunque, malgrado i risultati dicevano altro. Nel periodo buio è stata brava anche la società che ci ha dato serenità e ha saputo attendere tempi migliori, rispettando il lavoro che veniva fatto in campo. Quando una società ti fa stare bene, riesci a lavorare meglio, e lavorare bene porta ai risultati prima o poi”.

Miglior marcatore.

“Cambiare aria dopo tanti anni in una stessa squadra non è mai facile. Dopo un periodo di adattamento, nella seconda parte di stagione sono riuscito ad esprimermi meglio e di riflesso sono arrivati anche più gol. 21 gol in 22 partite è un buon bottino, ma so di poter fare di più in campo. Chiudo la stagione con l’amaro in bocca per non essere riuscito al 100% in ciò che volevo. Ho sempre messo gli obiettivi di squadra al primo posto, com’è giusto che sia, chi mi conosce sa che per me il gol è solo un di più rispetto al resto”.

Pagliuso conclude.

“Sono venuto ad Acri sapendo di trovare un ambiente particolare. Vedere la passione dei nostri giovani tifosi che ore prima della partita organizzavano striscioni e palloncini per farci sentire la loro vicinanza non ha prezzo. Sono stati il nostro uomo in più nelle partite casalinghe, con i loro cori e il loro tifo. Esultare sotto la curva è stato un po’ come abbracciarli tutti. Un paese come Acri merita una squadra in categorie prestigiose di questo sport e sono contento di aver contribuito, insieme ai miei compagni, ad avergli assicurato un altro anno in Serie A2”.