04/06/2026 18:10
Nonostante la rapidità della scalata, il Sulmona non ha sofferto il passaggio repentino che l'ha portato dalla C1 abruzzese sino nei quartieri altissimi dell'A2 Elite, anche se un paio di anni fa si è assistito ad un vero e proprio rimpasto dirigenziale ai vertici. In seno al club peligno la figura di Roberto Cerasoli ha sempre avuto un’importanza strategica. 36 anni, sub-agente assicurativo, fa parte della dirigenza del Sulmona Futsal da sei anni e ha visto il sodalizio ovidiano arrivare ai margini della Serie A partendo dalla C1. Con lui abbiamo commentato l'ultima annata toccando vari aspetti dell'attuale stato di salute del club.
- Come puoi descrivere questo percorso sul piano societario e dove i dirigenti sono stati abili nella gestione del club in campo organizzativo ed economico?
“Il percorso del Sulmona è stato costruito con grande equilibrio, nonostante la rapidità della crescita sportiva. Anche il rimpasto dirigenziale di qualche anno fa è stato gestito con intelligenza, portando nuove competenze senza perdere continuità e stabilità. La società è stata abile ad adattarsi gradualmente alle esigenze delle categorie superiori, e sul piano economico ha mantenuto una linea sostenibile. Questo ha permesso al club di crescere mantenendo solidità e credibilità”.
- La crescita degli impegni agonistici ha comportato una profilazione diversa degli incarichi nel corso del tempo. Su quali linee è stata impostata la corretta definizione dei ruoli?
“La crescita degli impegni agonistici ci ha portato, nel tempo, a ridefinire e suddividere in maniera più precisa i ruoli all’interno della società, ampliando anche la dirigenza con nuove figure e nuove linee organizzative. Questo ci ha permesso di distribuire meglio responsabilità e competenze, rendendo la struttura più solida e preparata ad affrontare categorie sempre più importanti. Allo stesso tempo, sappiamo che ci sono ancora margini di miglioramento e anno dopo anno stiamo cercando di strutturare il club nel modo più professionale possibile”.
- Se quest'anno la qualificazione ai playoff per la Serie A può essere considerato un risultato più che ambito, c'è comunque del rammarico per non aver saputo sfruttare l'occasione fornita dal secondo posto?
“L’obiettivo principale era quello di consolidare la categoria, ma la squadra è andata ben oltre le aspettative iniziali. Abbiamo chiuso alle spalle di una vera corazzata come il Benevento, costruita per vincere il campionato, e anche negli scontri diretti abbiamo sempre giocato a viso aperto, senza mai demeritare. È chiaro che, una volta raggiunti i playoff, la voglia di continuare il percorso e arrivare fino in fondo fosse tanta. Però abbiamo trovato un Giovinazzo che ha meritato la qualificazione alla finale. Rimane comunque una stagione estremamente positiva, della quale siamo orgogliosi”.
- Da un paio di stagioni ti occupi della comunicazione del Sulmona...
“Sì, nelle ultime stagioni, grazie anche alla riorganizzazione societaria, mi sono dedicato principalmente all’aspetto della comunicazione e dei social, allontanandomi un po’ dalla gestione diretta della squadra. Oggi i social, se utilizzati nel modo giusto, rappresentano un vero trampolino di lancio, perché permettono di far conoscere il nostro movimento non solo a livello locale, ma anche su tutto il territorio nazionale e non”.