15/05/2026 15:26

Ricci, analisi finale: "Sulmona, chiuso un ciclo importante: ma il nostro percorso non finisce qui"

“Quello che desideravo maggiormente nell’ultima partita era uscire in maniera dignitosa perché chiudevamo il ciclo di un percorso fatto di tre anni”. 


Così parlò Antonio Ricci nella sua analisi di fine stagione. Ma non è andata proprio così, perchè il Sulmona ha perso anche la gara di ritorno del primo turno dei playoff del girone B di A2 Elite uscendo di scena forse troppo presto rispetto a quanto si era preventivato. Ma non c’era nulla di scontato, così come nessun avrebbe potuto prevedere a inizio stagione il percorso che poi è stato fatto dai peligni.


“Ci siamo presentati quest’anno un pochino al buio - ricorda Ricci - ci siamo confrontati man mano per capire quale fosse il nostro posizionamento in questo campionato. Credo che abbiamo disputato una stagione molto importante, ma il percorso non finisce qui”.


E’ il momento, comunque, di fermarsi e guardare al cammino compiuto.


“Sono tre anni che corriamo, sono tante le gioie che ci siamo tolti, poi è ovvio che dobbiamo porci degli obiettivi andando avanti, sempre un pizzico più forti. Non ci siamo mai tolti una soddisfazione, ad esempio, in Coppa Divisione o in Coppa Italia e questo significa che c’è ancora del lavoro da fare. Ma è un piacere enorme lavorare all’interno di questa società, tutto nasce dentro il nostro spogliatoio e anche se l’ultima parola spetta a me, c’è confronto su ogni situazione”. 


Poi si torna a riflettere sulla doppia sfida col Giovinazzo? 


“Abbiamo avuto una infinità di situazioni in cui potevamo chiuderla e potevamo essere noi a festeggiare al posto loro, ma non c’è niente da rimproverare a nessuno. Abbiamo regalato metà del primo tempo, abbiamo regalato Nicolodi per 75 minuti di un playoff, tra andata e ritorno, e noi non ce lo possiamo permettere, fermo restando che chi ha partecipato in questo frangente ha fatto il suo. Rileggendo i fatti, abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità. L’amaro in bocca c’è perché ho avuto spesso la sensazione in campo che la partita si poteva vincere bene. Abbiamo commesso degli errori, e con tutto il merito del Giovinazzo dico che abbiamo determinato noi la partita, nel bene e nel male, come del resto abbiamo fatto per tutto l’anno”.


- Cosa porti dentro di te di quest’anno?


“Le emozioni vissute. Sentire il calore del pubblico è stata una emozione positiva, quella negativa vedere dirigenti e giocatori dispiaciuti di come è finita. A me fondamentalmente piace donare: l’emozione negativa è quella di non essere riuscito a dare un altro piacere agli altri”.


Prima dei saluti è il momento delle dediche.


“Credo che la nostra società quest’anno abbia avuto una perdita grande e prima di quest’ultima partita pensavo a chi potevo dedicare una eventuale vittoria, lo avrei fatto per Andrea. Il pensiero poi va a tutti, partendo dal primo all’ultimo comprese le famiglie che ci hanno permesso di creare questa bella situazione e di viverla in un palazzetto pieno e affettuoso. Purtroppo i bambini alla fine erano tristi mentre mi salutavano, questo significa che comunque qualcosa lo abbiamo lasciato”.