28/10/2022 16:48
La prima domanda che rivolgiamo a Fabio Carletti, laterale classe 1995 tra i senatori della squadra cagliaritana, è mirata a far luce sull’incostanza di rendimento del Sardinia: la squadra di Melis ha vinto una partita delicatissima a Crema, poi si è fatta rimontare e battere in casa dall'Elmas. Cosa c'è che non si riesce a far quadrare?
“Certamente non siamo soddisfatti di questo inizio di stagione complicato e poco fortunato. La vittoria di Crema ci aveva dato l’illusione di essere usciti dalla tempesta, ma così non è stato vista la seguente sconfitta in casa contro l’Elmas. Sicuramente ciò che manca è la cattiveria e quel pizzico di furbizia che permettono di far girare la partite in equilibrio dalla nostra parte, come è successo proprio a Crema. Solo attraverso l’esperienza e l’aver vissuto un certo tipo di partite potremo scrollarci di dosso questa paura di vincere. Bisogna ricordare che la nostra è una squadra molto giovane, inesperta e di conseguenza discontinua, soprattutto per quanto riguarda il campionato nazionale. A parte Cogotti, tutti gli altri contano al massimo due o tre anni in Serie B, per alcuni è addirittura il primo. Le squadre che abbiamo affrontato finora sono composte da giocatori molto più navigati ed esperti e questo penso abbia inciso parecchio sui risultati”.
- E' anche vero che questo girone A si sta rivelando decisamente più livellato nei valori medi rispetto a quello della passata stagione, ma non ti pare anche a te strano che il Sardinia possa oggi occupare una posizione attardata in classifica?
“È proprio così, le prime giornate di questo girone hanno dimostrato che ogni squadra gioca per vincere indipendentemente dal blasone e dalla forza dell’avversario, sia in casa che in trasferta, perciò non esistono partite scontate. Ovviamente guardando la passata stagione culminata con lo straordinario risultato del raggiungimento dei playoff, fa strano vedere il Sardinia Futsal nelle parti basse della classifica. Ma non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti, ovvero sei anni fa con una squadra di ragazzini alla prime armi nel calcio a 5 che lottava per raggiungere una salvezza tranquilla nel campionato di C1. Ogni anno è stato messo un tassello in più per poter essere dove siamo oggi ed è già un grande traguardo, che difenderemo con tutti i mezzi possibili. Poi va ricordato che nella sessione di mercato estiva abbiamo perso due pedine fondamentali come Serginho e Ledda, che sono stati sostituti con dei giocatori sicuramente di grande qualità, ai quali va dato del tempo per potersi esprimere nelle migliori condizioni. Ogni stagione fa storia a sè, noi ora non dobbiamo badare troppo alla classifica e pensare partita per partita come se fosse l’ultima, poi alla fine del girone di andata faremo le dovute valutazioni”.
- Domani farete tappa a Castellamonte per tre punti che scottano. Che partita bisogna aspettarsi in Piemonte e come mister Melis l'ha preparata considerando appunto l'importanza della posta in palio in virtù del peso di una posizione di classifica che rischia di farsi precaria?
“Domani ci aspettiamo una partita molto difficile, molto fisica, ad alto ritmo e intensità, così come sono state le prime quattro. Penso che partite del genere si preparino da sole, nel senso che quando la posta in palio è così alta, viene quasi automatico trovare gli stimoli e le motivazioni per portare a casa punti importantissimi. Il mister e la società cercano di trasmetterci la maggior serenità possibile per uscire da questo brutto periodo, cercando di farci concentrare su ciò che dobbiamo fare in campo dal punto di vista tattico e tecnico, ovviamente con alcuni accorgimenti in base all’avversario che dobbiamo affrontare. Credo che domani avrà un ruolo fondamentale l’aspetto mentale, sono sicuro che ci faremo trovare pronti. Conosco questi ragazzi, i miei compagni, so di che pasta sono fatti, ripongo molta fiducia nei loro confronti. Siamo un gruppo molto unito, insieme usciremo dalla tempesta”.
Foto: Elena Accardi