29/01/2026 20:05

Miti a Mestre senza Del Negro, Cescon: "Sua scelta da accettare. Ora avanti nel nostro percorso!"

Il Miti Vicinalis si prepara ad affrontare la sua prima partita senza la guida in panchina di mister Roberto Del Negro, che com'è noto ha rassegnato le proprie dimissioni lo scorso weekend, poi formalizzate a inizio settimana. Nella trasferta di domani al PalaFranchetti contro il MestreFenice Next Gen a dirigere i biancorossi sarà quindi nelle vesti di giocatore-allenatore Daniel Correa, non nuovo a sedersi a bordocampo visto che in quel di Tombolo, due settimane fa contro il Godego, complice la squalifica dello stesso Del Negro e anche l'infortunio che ancora lo teneva fermo ai box, il giocatore brasiliano si era accomodato in panchina coadiuvando il vice Claudio Colle. Correa guiderà dunque i compagni da capitano e da allenatore nell'entroterra veneziano, tutto questo in maniera provvisoria, prima che la società decida di rivelare la scelta sul nuovo corso tecnico. Per fare però meglio un punto della situazione nello spogliatoio vazzolese alla vigilia dell'incontro, abbiamo quindi chiamato in causa uno dei volti più rappresentativi del club trevigiano, Nicola Cescon.

- Innanzitutto come sta l'ambiente dopo il passo indietro di mister Del Negro? Siete riusciti comunque ad allenarvi nel modo migliore possibile?

"Dobbiamo accettare la scelta che il mister ha preso e continuare il nostro percorso, gli obiettivi rimangono gli stessi. La sua non è stata sicuramente una decisione facile da prendere visto che da un po’ di anni dirigeva questa squadra e avrà avuto le giuste motivazioni per farlo. Noi però ci siamo allenati in vista di una gara quindi sì, ci siamo allenati nel modo migliore come sempre".

- Adesso sfida al MestreFenice. All'andata ci fu un amaro pareggio in rimonta (Miti ripresi dal 4-1 al 4-4, n.d.r.). Questa volta cosa servirà in più?

"Bisogna mantenere la giusta attenzione e determinazione fino alla fine, cosa che non è successa in altre occasioni".

- Quello del Franchetti è un campo piccolo, lo sappiamo. La questione adattamento al terreno di gioco fino a che punto deve preoccuparvi?

"Un campo piccolo prevede ritmi molto più elevati, loro sono tutti giovani e dispendono molte energie; noi dobbiamo fare lo stesso e cercare di concretizzare nel migliore dei modi le occasioni che si creano".

Ufficio stampa Miti Vicinalis