07/01/2024 10:46
L’Italservice Pesaro si prepara ad affrontare il Napoli nello Skymatch dell’ultima giornata del girone di andata in un clima sostanzialmente tranquillo nonostante la gara di stasera ad Aversa presenti contenuti emotivi che la renderanno certamente particolare. Ma prima di entrare nel nocciolo della sfida, dal direttore generale Nicola Munzi, autentico “deus ex machina” del sodalizio rossiniano e riconosciuto braccio destro del pattro Lorenzo Pizza e della presidentessa Simona Marinelli, abbiamo voluto fare un iniziale focus su quella che è stata fino a questo punto prima parte della stagione.
- Munzi, siamo arrivati alla fine del girone di andata, secondo te la classifica dell’Italservice rispecchia quanto la squadra ha fatto vedere nel corso dalla prima parte del campionato?
“Sicuramente abbiamo vissuto di alti e bassi che, purtroppo, sono stati dettati anche dal cambio dei giocatori ma anche da un campionato equilibrato dove ogni errore lo paghi a carissimo prezzo. Più o meno la classifica è quella che ci meritiamo: alla fine tutto viene sostanzialmente compensato, anche se qualche punto lo abbiamo perso chiaramente per colpa nostra durante il tragitto”.
- Il rendimento della squadra ha avuto alti e bassi, ma ora tenderà sicuramente a regolarizzarsi nel momento in cui il percorso volge verso la fase topica. Che girone di ritorno ti aspetti dai tuoi ragazzi?
“Mi aspetto intanto un’ultima di andata equilibrata e un girone di ritorno egualmente livellato. Ad Aversa mi aspetto di vedere una squadra combattente, battagliera ma soprattutto una squadra equilibrata. Mister Scarpitti ha lavorato con attenzione per curare quelle lacune viste in diverse partite del girone di andata”.
- Ultima giornata da giocare in contemporanea e Italservice attesa a Napoli per una partita che, come detto, avrà un valore assolutamente particolare per i tanti ex dall’altra parte del campo. Che prestazione ti aspetti? Sarà questa l’occasione giusta per compiere un definitivo salto di qualità?
“Intanto, voglio ringraziare Fulvio Colini per l’anno vissuto insieme e le emozioni di quel periodo. A Pesaro ho vissuto solo l’anno di esperienza con Fulvio, quei giocatori li ho potuti solo ammirare ma se l’Italservice ha ottenuto questa nomina molto si deve ai giocatori che sono passati e sono stati con Fulvio, che a livello personale va solamente ringraziato ed elogiato, anche per le parole che ha speso in conferenza stampa per la famiglia Pizza, che veramente è sempre presente, sempre stata disponibile e non ha fatto mai mancare nulla e lo abbiamo visto anche negli ultimi giorni con la vicinanza alla squadra. Tornando al campo, abbiamo una squadra nuova, un mister nuovo, sicuramente l’affiatamento sta crescendo. Fausto è una persona che cura molto i dettagli, e comunque tranne Mantova e Sandro Abate le prestazioni ci sono state”.
Il Mantova, appunto. Un capitolo che rimane aperto, quello della partita con i virgiliani. A Munzi, che ha disposto il reclamo, poi accolto dal giudice sportivo, che ha scatenato un vespaio di polemiche, più morali che disciplinari, abbiamo voluto chiedere una sua valutazione più in veste di avvocato e conoscitore dei regolamenti che da direttore sportivo.
- La recente vittoria a tavolino sul Mantova per la questione del giocatore minorenne in panchina senza autorizzazione, ha aperto un dibattito sulla legittimità, ribadiamo morale, di quel tipo di ricorso: al di là degli effetti legati al dispositivo del giudice sportivo, ritieni che questa normativa, così come altre presenti nell’ordinamento della giustizia sportiva, possono essere rivalutate e aggiornate?
“Da giurista, ma soprattutto da addetto ai lavori, premetto che il risultato del campo è stato netto, il Mantova non ha meritatoa ma strameritato la vittoria. Però ci sono dei regolamenti, quanto giusti non lo so, ma ci sono e vanno rispettati. Da persona di sport non è giusto farlo, ma se poi - e faccio un esempio - succede qualcosa al ragazzo dopo entriamo nel campo di responsabilità che esulano dal diritto sportivo. O, ancora, faccio un altro esempio: io non presento ricorso perché i rapporti tra le società sono buoni, la società successiva invece lo presenta, è giusto per il campionato? Secondo me no, se ci sono delle irregolarità di qualsiasi genere devono essere fatte rispettare per la validità sia del regolamento che del campionato. Pesaro ha subito, due anni fa, una sconfitta per 6-0 per l’errore di un dirigente italiano messo in distinta, e quel risultato ha comportato che una squadra si è salvata ed un’altra è retrocessa. Se c’è una regola va rispettata, anche se anche qui, ricordo, c’è un appello e secondo me il Mantova può dire di avere delle carte in mano per avere ragione. E’ stata una svista sul regolamento e non è stata certo la prima, che poi possono essere fatte valere o meno".
E c'è un aneddoto che Munzi rende noto.
"Io quel giorno, e ci tengo ad essere chiaro, non potevo dire all’altra società: ‘guarda che il ragazzo non è posto’, perché non funzionavano i sistemi, e quindi non ho potuto usare quel buon costume che esiste tra le società per avvertire prima. E ribadisco che non avevo a disposizione i portali per verificare prima della partita la posizione del tesserato: lo sottolineo anche per rispondere ai commenti letti sui social. Da uomo di legge, però, dico che ci sono dei regolamenti ai quali bisogna attenersi. Il Milan, ad esempio, per far giocare Camarda in Serie A ha dovuto usare la stessa procedura. E’ giusto? Non lo so, perchè parliamo di situazioni molto burocratiche. Quindi è andata così, nel rispetto delle regole, pur ribadendo - conclude il dg dell'Italservice - che il risultato del campo è stato netto e accettato”.