23/01/2026 12:08
Quando intervisti il patron dell’Italservice Pesaro, Lorenzo Pizza, non sai mai cosa aspettarti. Lui è la classica persona con le idee chiare, che non te le manda a dire. Oggi lo ritrovo come l’ho lasciato un paio di mesi fa, sereno, entusiasta, propositivo, ma con ancora qualche sassolino nelle scarpe da tirar fuori.
Partiamo dalla Coppa Italia, visto che in campionato la promozione diretta sembra ormai essere inaccessibile, dati i punti (12) che separano la capolista Cures dall’Italservice.
“La Coppa Italia è assolutamente un nostro obiettivo. A breve presenteremo un gradito ritorno che ci sarà d’aiuto, che farà crescere la squadra in maniera importante, quindi sarà un altro segnale per far capire quali sono le nostre mire che, come ho detto, sono salire di categoria, con raziocinio, intelligenza e fondatezza, e puntare alla Coppa Italia. Se ci riusciamo, benissimo, altrimenti ci riproveremo. L’idea è questa, fare un campionato di alto livello, al vertice, altrimenti sarebbe stato inutile prendere un allenatore come Luigi Pagana, e cercare di progettare, crescere in modo serio, sano e sostenibile. Aggiungo una cosa”.
- Dimmi pure...
“Vivendo in questo momento l’esperienza, come sponsor importante, della Vis Pesaro, ho toccato ancora più con mano la differenza tra calcio a 11 e calcio a 5 e noi non siamo loro, quindi per fare dei campionati occorre che questi siano sostenibili. Nel calcio 11 ci sono entrate diverse, diritti Sky, gestione dei cartellini dei giocatori, gli incassi del pubblico, mentre nel calcio a 5 non hai nulla di tutto ciò, la Divisione da noi non dà niente, mentre nel calcio, seguendo dei parametri, sì. L’Italservice ha vinto otto titoli e noi non abbiamo avuto nemmeno un euro, è una cosa vergognosa, e sappiamo bene quanto un contributo potrebbe aiutare a sostenere il nostro movimento, invece dobbiamo fare tutto con le nostre forze, e, per far questo, non si possono spendere certe cifre, bisogna che il progetto sia ragionato, calmierato e intelligente. Noi stiamo facendo e faremo tutto rimodellando e ricalcolando quelle che sono le nostre possibilità per questo sport”.
Dall’ ultima volta che ci siamo sentiti, quanto è cresciuta l’Italservice?
“Con l’arrivo di mister Pagana sono cresciute le sane ambizioni dell’Italservice. Il mister è probabilmente il migliore allenatore che in questo momento ci sia in Italia, ed è un segnale importante di quello che vogliamo fare, con dietro un progetto molto interessante, serio, positivo, sostenibile. L’idea, quindi, di prendere Luigi Pagana ha fatto crescere in maniera esponenziale l’Italservice da tutti i punti di vista: tecnico, tattico, agonistico, gioco brillante, concreto e i risultati si sono visti. Un gioco divertente che diverte anche il pubblico e avvicina la gente, ed è la cosa più importante alla quale volevamo arrivare.
Noi avevamo bisogno di rifiatare. Avevamo bisogno di riprendere in mano quelle che erano le nostre origini, la semplicità dalla quale siamo partiti, riprendere in mano il settore giovanile, e per far questo non potevamo che scendere di categoria, perché avevamo bisogno di ripartire da dove tutto era iniziato. Chiaramente in quel momento si sono svelate due tipi di persone: chi ti segue e chi non ti segue. Noi ci siamo fatti una chiarissima idea su chi sono i dirigenti, i tifosi, i giocatori, lo staff sui quali possiamo puntare, e su quelli che invece si sono allontanati e che quando torneremo a certi livelli non saranno ben graditi nella nostra famiglia”.
Alice Mazzarini