13/02/2026 22:30
La prima domanda che viene da porte a Walter Pianezza, allenatore della Ichnos, è quella di come spiegare le metamorfosi della squadra sassarese: prima batte la Villacidrese e poi rischia di perdere col Villasor, frena col Domus e poi va a vincere con autorità ad Alghero. Perchè questa discontinuità?
“Se avessi una risposta precisa probabilmente non saremmo qui a parlarne… scherzi a parte, è davvero difficile capire fino in fondo cosa sia successo quest’anno. Sicuramente dobbiamo lavorare molto sull’aspetto mentale e sulla gestione del gruppo. Forse, dopo una bella prestazione, abbiamo pensato troppo presto di essere arrivati al massimo, e questo può averci portato ad affrontare la partita successiva senza la giusta mentalità e senza quella cattiveria agonistica che serve sempre. Prima della gara contro l’Alghero ci siamo seduti in cerchio per confrontarci e cercare insieme una soluzione. È stato un momento importante di dialogo. Spero davvero che sia servito e che possa rappresentare un punto di ripartenza per il futuro”.
Per quanto riguarda la prestazione di Alghero i voti sono stati tutti assolutamente positivi, sul piano dell'atteggiamento, dell'interpretazione e della concretezza. Possiamo azzardare a dire che è stata la vittoria della svolta?
“Sul piano della prestazione, ad Alghero i segnali sono stati assolutamente positivi, soprattutto per quanto riguarda atteggiamento, interpretazione della gara e concretezza. Però, proprio per quello che dicevo prima, dobbiamo andarci cauti. Una bella vittoria può rappresentare un segnale importante, ma non deve farci pensare di aver risolto tutto. Il rischio, come è già successo in passato, è quello di sentirsi arrivati dopo una grande prestazione e di abbassare inconsciamente l’attenzione nella partita successiva.
Se questa sarà davvero la vittoria della svolta lo diranno le prossime gare. La differenza la farà la continuità: mantenere la stessa mentalità, la stessa fame e la stessa cattiveria agonistica viste ad Alghero. Solo così potremo parlare davvero di svolta”.
Domani è un quasi testacoda con l'Olbia. Però contro una squadra con l'acqua alla gola che salirà a Sassari per niente disposta a fare concessioni, come ti aspetti che i tuoi ragazzi possano approcciare al match? Considerando che d'ora in avanti toccherà anche iniziare a pensare ai distacchi in chiave playoff, quale sarà la chiave di lettura di questa gara?
“È una partita che sulla carta può sembrare un testacoda, ma in realtà nasconde tante insidie. L’Olbia verrà a Sassari con l’acqua alla gola, con grande motivazione e senza nulla da perdere, e questo rende la sfida ancora più delicata. Come dicevo prima, l’aspetto mentale sarà determinante. Non possiamo permetterci di pensare alla classifica o ai playoff prima ancora di scendere in campo. L’errore sarebbe sentirci favoriti o pensare che basti quanto fatto ad Alghero. Serviranno umiltà, concentrazione e quella cattiveria agonistica che abbiamo finalmente visto nell’ultima gara. Sul piano tattico, in settimana abbiamo cercato di aggiustare qualcosa per mettere ogni componente della rosa nelle condizioni di rendere al massimo. L’obiettivo è valorizzare le caratteristiche di tutti, trovare i giusti equilibri e dare continuità a quanto di buono si è visto. Se vogliamo davvero iniziare a guardare ai distacchi in ottica playoff, dobbiamo prima dimostrare maturità: ogni partita va affrontata come una finale, senza cali mentali e senza dare nulla per scontato. Solo così questa gara potrà rappresentare un altro passo in avanti nel nostro percorso”.