19/02/2026 10:15

Chemiba in trasferta dall'ACSS. Lippera: "Prima di guardare gli altri, sistemiamo noi stessi"

In questo momento ti preoccupano più gli avversari o la tua squadra? È la prima domanda che mi viene in mente se penso ora alla Chemiba, impegnata venerdì nella sfida a San Michele al Fiume con l’ACSS Mondolfo. La domanda la rivolgo a Tommaso Lippera, laterale cerretese classe 2006. Tommaso, nonostante la giovane età, riesce a dare prova, con parole chiare e oneste, della propria maturità, rimarcando, tra le righe, il rispetto sempre presente per se stesso e per la società.  

“In questo momento mi preoccupa più la mia squadra, senza dubbio. Non tanto per mancanza di qualità, perché quella non ci manca, ma perché stiamo ancora cercando continuità e i giusti equilibri dopo i cambiamenti che ci sono stati. Dobbiamo ritrovare certezze, automatismi, fiducia. Se riusciamo a esprimerci come sappiamo, a essere compatti e determinati per tutti i quaranta minuti, allora possiamo mettere in difficoltà chiunque. Prima di guardare gli altri, però, dobbiamo sistemare noi stessi. È da lì che passa tutto”.

L’ultima volta che ci siamo sentiti, dovevi mandarmi un commento sulla Coppa Italia regionale appena vinta. Ora sembra sia passata una vita da quel giorno, tanti i cambiamenti che ci sono di nuovo stati all’interno della squadra: posso chiederti come li hai vissuti e li stai vivendo?

“Vincere è stato un momento bellissimo, qualcosa che rimane dentro, ma nel futsal tutto cambia in fretta e ti ritrovi quasi subito a dover ripartire da zero. I cambiamenti che ci sono stati nella squadra li ho vissuti con sentimenti contrastanti. Per alcuni motivi sono contento: ogni nuovo arrivo porta entusiasmo, energie diverse, nuovi stimoli; anche a livello personale ti costringe a rimetterti in discussione, a lavorare ancora di più, a non adagiarti su quello che hai fatto prima. E questo, alla lunga, è sempre positivo. Dall’altra parte, però, alcuni cambiamenti mi svantaggiano. Quando si modificano equilibri, ruoli o dinamiche consolidate, non è sempre semplice adattarsi subito. C’erano meccanismi che funzionavano quasi in automatico, e ora bisogna ricostruirli.

A volte può significare avere meno spazio o dover interpretare il proprio ruolo in modo diverso, e non è mai immediato. Detto questo, fa parte del percorso. Ogni stagione ha una storia a sé, e sta a noi trasformare i cambiamenti in un’opportunità. Personalmente sto cercando di viverli così: con consapevolezza, spirito di adattamento e la voglia di dimostrare ancora il mio valore, ogni giorno”.

Alice Mazzarini