19/05/2025 20:00
Termina con l’amaro in bocca la stagione del Canicattì che, ancora una volta di più nonostante la mancata qualificazione, ha dimostrato tutto il suo valore sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo umano di un gruppo che, va detto (senza togliere alcun merito al Bitonto) ha anche dovuto affrontare durante tutto l’arco della stagione una buona (tanta) dose di sfortuna.
Con Giovanni Marino abbiamo cercato di ripercorrere le tappe
stagionali del Canicattì, partendo proprio dalla sfida pareggiata in terra
pugliese sabato scorso.
“Un pareggio che purtrppo non basta per raggiungere la
finalissima per l’Elite. Dopo una grande prestazione, che ci ha visti in
vantaggio per gran parte della gara, ci sono stati diversi episodi determinanti.
Da gol sbagliati ad un’espulsione che ci ha tagliato le gambe”.
Marino continua.
“Credo che la qualificazione fosse alla nostra portata, ma
abbiamo avuto anche tantissima sfortuna, specialmente nella gara di andata ed
abbiamo compromesso il passaggio del turno”.
Il gruppo, nonostante tutto, non può venir meno anche nelle
sconfitte.
“Mi sento solo di ringraziare i miei compagni di squadra che
anche sabato hanno dato anima e cuore in campo. Sono stati capaci di riaprire
tutto in un solo tempo e di farci sperare e sognare nuovamente. Penso che fossimo
la squadra più forte del campionato e che forse avremmo dovuto fare un altro
percorso, ma purtroppo è stato un anno veramente complicato e sono state
pochissime le partite che abbiamo affrontato al completo. Ahimè, anche questo
fa parte dello sport e dobbiamo accettarlo. Resta l’amarezza perché rimane
anche la consapevolezza che campionato e play-off fossero alla nostra portata. Meritavamo
il salto di categoria per quanto costruito in questi anni, ma purtroppo, come
dico sempre, il pallone non è una scienza perfetta e non sempre a vincere è la
squadra più forte”.
Tanti gli infortuni e sei stato coinvolto anche tu.
“Penso che sia stata la stagione più difficile per me. Ho
avuto tanti infortuni che mi hanno costretto a saltare praticamente tutta la
stagione; ho giocato solo 6 partite facendo 5 gol. Ecco, il rammarico più
grande che porterò dentro è quello di non aver potuto aiutare la squadra e i
miei compagni”.
È tempo di guardare al futuro.
“Adesso, però, bisogna resettare tutto e ripartire
nuovamente, più forti di prima, come ho detto ai miei compagni. Questa non è la
fine del mondo, bensì un nuovo inizio. Personalmente inizierà per me un
percorso riabilitativo di tre mesi per riprendermi completamente e tornare a
fare al meglio ciò che mi fa sentire più vivo che mai. Colgo l’occasione per
augurare buona estate a tutti e ci rivedremo la prossima stagione, più carichi
che mai”.