18/04/2026 19:35

Canicattì, i playoff sfumano a Benevento. La prima stagione in Élite lascia però ottimi spunti

Al PalaTedeschi la sfida tra Benevento 5 e Atletico Canicattì si chiude sul punteggio di 4-1, al termine di quaranta minuti effettivi di intensità, agonismo e giocate di alta scuola.

LA CRONACA - La gara si accende immediatamente con ritmi altissimi. È Del Ferraro a scaldare i guantoni di Pozzo con la prima conclusione del match, ma sono i contatti fisici a farla da padrone nei minuti iniziali: ogni centimetro di campo è lottato. L’Atletico Canicattì si rende pericoloso con una progressione travolgente di Corallo, che semina il panico da una parte all’altra del parquet, trovando però un Pozzo monumentale a sbarrargli la strada. Il Benevento risponde colpo su colpo: prima Luquinhas spreca un'ottima occasione calciando alto sopra la traversa, poi è il Canicattì a rendersi nuovamente pericoloso con Piccioni, ma il punteggio resta inchiodato sullo 0-0. L'equilibrio si spezza al 6'30": un'azione corale dei padroni di casa vede Rosato vestire i panni dell'assistman, servendo ad Abdala il pallone dell'1-0. Il Canicattì accusa il colpo e il Benevento ne approfitta subito. Appena un minuto dopo (7'40"), su uno schema da calcio di punizione, è ancora Rosato a pescare Rafinha (Rizzi), che in due tempi riesce a ribadire in rete la palla del raddoppio.

Sotto di due reti, gli ospiti non mollano. Sale in cattedra Fuschi, autore di una prestazione maiuscola. Dopo una giocata d'alta scuola che per poco non centra lo specchio, il numero 10 biancorosso decide di mettersi in proprio: recupera palla in difesa, s'invola in transizione e serve un assist al bacio per Sanz, che al 12' riapre ufficialmente il match siglando il 2-1. La partita diventa una battaglia nervosa e tattica. Entrambe le squadre raggiungono il limite dei 5 falli, rendendo ogni scontro potenziale occasione da tiro libero. Corallo ruba un altro pallone sanguinoso e punta la porta con decisione, ma Pozzo si conferma in giornata di grazia respingendo l'assalto. Proprio nell'ultimo minuto di gioco, è ancora il guizzo di un inarrestabile Fuschi a far tremare i tifosi di casa, ma la sua conclusione termina fuori di un soffio.

La ripresa si apre con i giallorossi subito pericolosi: Zonta mette alla prova i riflessi di Del Ferraro, seguito a ruota da un tentativo di Luquinhas. L'Atletico Canicattì, però, non resta a guardare e si affida ancora una volta all'ispiratissimo Fuschi. Il numero 10 pennella dalla fascia un pallone d'oro per Corallo, che però non riesce a inquadrare lo specchio. È un assalto totale dei siciliani: prima Gonzalez sfiora il pari, poi ancora Fuschi tenta l'incornata vincente, ma la sfera termina fuori di un soffio.

Nel momento di massimo sforzo del Canicattì, arriva la doccia fredda. Al minuto 26'37", Rafinha disegna una traiettoria obliqua perfetta che taglia fuori la difesa ospite; sul secondo palo è appostato Renoldi, che come un falco insacca la rete del 3-1. Sotto di due gol, il Canicattì si riversa in avanti con la forza della disperazione. Corallo è l'ultimo ad arrendersi, producendo due accelerate devastanti sulla fascia in pochi istanti, ma la mira non lo assiste. Dall'altra parte, il Benevento sfiora il colpo del KO in transizione con Caruso, che colpisce una clamorosa traversa. Il Canicattì ha ancora l'occasione per riaprirla: Gonzalez si presenta a tu per tu con Pozzo, ma l'estremo difensore beneventano compie un miracolo, allontanando il pericolo con una spaccata da antologia. Negli ultimi minuti, l'Atletico Canicattì tenta il tutto per tutto con il power-play. La tattica però non paga,

il Benevento difende con ordine e Caruso, recuperata palla, ne approfitta per colpire dalla distanza e siglare il definitivo 4-1 a porta sguarnita. Il triplice fischio sancisce la vittoria del Benevento 5. Si chiude così una partita vibrante e, con essa, cala il sipario sul campionato per entrambe le formazioni.

CONSIDERAZIONI FINALI - Il team di Mittelman conclude la sua prima esperienza in Élite piazzandosi sul fulcro della bilancia, forte di 47 punti sudati e meritati. Salta l’accesso ai playoff lasciando però ottimi spunti e spiragli per la prossima stagione. Rimanere nella seconda divisione nazionale significa continuare a sognare in grande e, con un po’ di aiuto esterno soprattutto sulle strutture (necessarie per sopravvivere!) far diventare Canicattì centro di gravità permanente del futsal internazionale.

Ufficio stampa Canicattì