23/03/2026 16:36
Sono settimane di attesa e preparazione in casa AMB Frosinone che tra la sosta del campionato per la Coppa Italia e il proprio turno di riposo all'ultima giornata del girone C, ha modo di lavorare su stessa per prepararsi ai playout di Serie A2. A tracciare un bilancio di quella che è stata la regular-season della compagine ciociara ci ha pensato il direttore generale Massimiliano Paparazzo, prima di dare uno sguardo all'imminente post-season in cui ci sarà in palio la permanenza nella categoria.
- Innanzitutto, come valuta questa stagione regolare ora che per voi si è conclusa? C'erano le condizioni per terminare in modo diverso o in base a quanto visto nelle ultime partite i playout sono diventati un'inevitabilità?
"La stagione regolare lascia sicuramente un po’ di amaro in bocca, perché l’obiettivo era chiudere il campionato in modo più sereno. Le condizioni per farlo c’erano: in diversi momenti abbiamo dimostrato di poter competere alla pari con chiunque. Allo stesso tempo, però, nelle ultime partite è emersa una certa fragilità nei momenti decisivi, e questo ha pesato. Dire che i playout fossero inevitabili sarebbe ingeneroso, ma è altrettanto vero che non siamo riusciti a invertire la rotta quando serviva. E questo ci ha portati dove siamo oggi".
- In virtù del turno di riposo all'ultima giornata, avrete un periodo ancora più lungo per preparare il playout. Oltre a mantenere alta la condizione, sarà fondamentale trovare la giusta dose di serenità per arrivare con la testa giusta alla post-season?
"Sarà fondamentale. Il tempo extra può diventare un vantaggio solo se lo utilizziamo bene: da un lato per mantenere alta la condizione, dall’altro per recuperare energie mentali. Arriviamo da settimane intense, con molta pressione addosso, e per affrontare un playout serve la testa libera, la capacità di leggere le situazioni e la freddezza nei momenti chiave. Lavoreremo proprio su questo: ritrovare equilibrio, fiducia e compattezza, perché la differenza, in partite così, la fa soprattutto l’aspetto mentale".
- Al di là di tutto, immagino che rimanga tanto l'orgoglio per esservela giocata fino alla fine in A2 con un roster pieno di giovani, è così?
"Assolutamente sì. Al di là della classifica, resta l’orgoglio per aver portato avanti un progetto coraggioso, basato su un gruppo giovane che ha dimostrato di avere qualità e margini di crescita importanti. Molti ragazzi hanno affrontato per la prima volta un campionato di questo livello, e lo hanno fatto con grande impegno e professionalità. È chiaro che l’esperienza si paga, ma è altrettanto vero che questo percorso li sta formando, e in prospettiva rappresenta un patrimonio per la società. Ora, però, dobbiamo mettere da parte ogni discorso e pensare solo a una cosa: mantenere la categoria".
l.m.