07/03/2024 14:35
La stagione corrente del Vinumitaly Petrarca non sta regalando soddisfazioni solo a livello di risultati, con il primato del girone A di Serie A2 Élite consolidato e la possibilità di giocarsi la Coppa Italia alla Final Four di Policoro, ma anche di crescita dei propri talenti. Uno di questi è Davide Lucacel, laterale classe 2007, che lo scorso ottobre è stato blindato dal club con un accordo di 5 anni, guadagnando la fiducia non solo a livello di under, ma anche di prima squadra. Non a caso, il bilancio della sua stagione è tutt’altro che negativo…
“Per adesso infatti è molto positivo – ci racconta Davide -, sia con l'under che con la prima squadra. Ovviamente ho ancora tante cose in cui migliorare sia sull'aspetto tecnico che su quello mentale, ma andando avanti posso arrivare a un ottimo punto a fine stagione”.
- Quale ricordo conservi della prima chiamata da parte di mister Giampaolo per aggregarti ai “più grandi” in Elite?
“Ricevuta la chiamata, ero senza parole perché non giocando da tanto a calcio a 5 magari non rispecchiavo tutti gli aspetti necessari per poter andare con i più grandi; invece mister Giampaolo si è fidato di me sapendo di poter contare sul mio impegno e la mia costanza. Con questa chiamata la mia autostima si è alzata perché ho pensato di essere davvero forte. La cosa più bella di quel giorno fu anche la gioia dei miei genitori ma soprattutto la mia: era alle stelle”.
- Sei anche stato convocato agli stage del progetto Futsal+ dedicati agli Under17. Che esperienza è stata?
“Una tra le più belle delle mia vita calcistica perché è stato anche frutto della costanza e dell’impegno che metto sempre in tutto; quindi, diciamo che è stato un piccolo ripagamento per quello che faccio. Ho potuto osservare dei calciatori veramente forti da cui ho potuto imparare qualche aspetto in più sul calcio a 5 visto che ci giocavano da più tempo: osservarli mi avrebbe aiutato a migliorare”.
- Il settore giovanile del Vinumitaly però rappresenta già di per sé una grande accademia del calcio a 5. Gli insegnamenti più importanti?
“Ho imparato che senza il gioco di squadra non si va da nessuna parte: giocare con la squadra è la parte più fondamentale proprio per poter giocare. Ho capito che senza impegno e voglia di fare non ti viene regalato nulla, che si devono ascoltare sempre i consigli dati dai mister e aiutare i compagni il più possibile, oltre a essere un punto di riferimento per la squadra”.
- All’interno della prima squadra c’è qualcuno a cui ti ispiri? O un “fratello maggiore” che ti consiglia spesso?
“Ammiro molto ogni giocatore, tutti sono campioni assoluti da cui imparare sempre. Mi ispiro molto a Fellipe Mello, penso sia il calciatore più intelligente che io abbia mai visto; spero di poter imparare molto giocandoci insieme. Oltre a lui mi ispiro molto anche a Rafinha che è un campione in tutti i sensi; è sempre lì a darmi i consigli di cui ho bisogno; se vede che sbaglio in qualcosa, mi aiuta e mi fa capire dov’è l’errore per migliorare. Da quando mi alleno con loro penso di essere migliorato moltissimo: spero di compiere altri passi in avanti”.
- Tutti abbiamo almeno un sogno nel cassetto: puoi svelarci qual è il tuo?
“Diventare un gran giocatore e vincere tanto, poter giocare un giorno con la Nazionale maggiore ed essere d’ispirazione per tanti ragazzi come me. Fare tutto questo è anche un obiettivo personale da raggiungere per rendere orgogliosi i miei genitori e ripagare tutti i sacrifici che hanno fatto per me”.
l.m.
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