23/06/2022 23:00
È stata una lunga corsa, che ha costretto squadra e società a fare letteralmente gli straordinari. Ma alla fine la Vigor Fucecchio l’obiettivo lo ha raggiunto e il sogno di salire nel nazionale è stato coronato. Ma cosa rappresenta per questa realtà il traguardo tagliato? Una domanda che abbiamo posto al direttore generale Andrea Costanzo, uno dei dirigenti più attivi nella Vigor.
“Parole esatte, è stata una lunga lunga corsa: una stagione iniziata con il caldo di agosto e finita con quello di giugno, nel mezzo tanta fatica, tanti impegni, il covid, la pausa ma fortunatamente tante vittorie che hanno reso il cammino comunque esaltante. Abbiamo raggiunto un traguardo epocale, festeggiando la stagione del trentennale nel modo migliore possibile: per noi sarà il primo campionato nazionale della storia e cercheremo di organizzarci per essere all’altezza di un palcoscenico così prestigioso”.
- Sabato c’era una gran bella cornice di pubblico a vedervi, segno che siete riusciti a creare un interessante seguito. Come avete vissuto questo evento che premia comunque la vostra lungimiranza e capacità organizzativa?
“La finale con il Cerreto d’Esi è stata spettacolare sia dentro che fuori il campo. Tutto il nostro settore giovanile, i genitori, gli amici, tanti appassionati ci hanno letteralmente spinto verso una vittoria incredibile, che resterà nella storia. Siamo estremamente contenti di aver regalato una simile gioia al nostro pubblico e alla nostra cittadina, ed aver riempito il palazzetto in un giorno in cui la gente poteva benissimo andare al mare è segno che qualcosa abbiamo creato e trasmesso. Certo, le tante vittorie sia in prima squadra che a livello giovanile hanno aiutato a creare entusiasmo, ora sta a noi non disperderlo e, al contrario, consolidarlo”.
- Programmi per la prossima stagione: quale Serie B vorrà disputare la Vigor?
“Intanto bisogna cercare di strutturarci per poterla fare questa benedetta Serie B, ma ci stiamo lavorando alacremente. Sicuramente le nostre risorse non sono illimitate quindi l’obiettivo sarà quello di entrare nel palcoscenico nazionale in punta di piedi, prendere consapevolezza di dove siamo e lottare alla morte per una salvezza che dovrà essere il nostro scopo primario. Sappiamo già che non sarà facile e che le insidie e le difficoltà saranno tantissime, così come dovremo scordarci le abbuffate di vittorie fatte in questa stagione. Servirà umiltà e spirito di sacrificio, ma di certo ce la metteremo tutta”.
cas.