28/12/2024 21:47
Era stato uno dei primi a comprendere le potenzialità del calcetto e quella nuova disciplina l’aveva interpretata con la sagacia che lo aveva sempre contraddistinto, prima da giocatore e poi da allenatore. Il calcio a 5 italiano non si dimenticherà facilmente di Emilio Rotondi, che ci ha lasciato qualche giorno prima dell’arrivo del nuovo anno all’età di 67 anni.
Era sbarcato nel “nuovo mondo del pallone” dopo aver conosciuto Franco Ciccarelli, altro maestro di questo sport che è scomparso recentemente: erano i tempi della Federazione Italiana Calcetto, che si contendeva l’egida della nuova disciplina con la Lega Italiana Calcetto, che poi convolarono verso quel matrimonio che aprì le porte al calcio a 5. Rotondi giocava in porta, difese i pali della Rona Barilla e dell’Ortana, vincendo uno storico tricolore con la Griphus.
Dal campo alla panchina: il destino lo ha spinto a vivere l’avventura del tecnico, esperienza in cui ha messo a frutto tutti i segreti di come difendere l’area di rigore. Acquisisce il patentino di allenatore di Primo Livello, calca le scene del nazionale, sia maschile (Velletri) che femminile (Lazio), prima di decidere di vivere il mondo a rimbalzo controllato dal di fuori delle scene.
Ciao Emilio, il nostro futsal ha perso un altro dei suoi grandi interpreti.
CASTIGLIA - Il Presidente della Divisione Calcio a 5 Stefano Castiglia, a nome di tutto il Consiglio Direttivo, porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Emilio Rotondi.
“La nostra grande famiglia perde un grande giocatore della storia della disciplina, ma soprattutto un grande uomo, sempre sorridente, cordiale e disponibile verso tutti – rimarca Castiglia -. È mia intenzione intitolare il premio come miglior portiere della prossima Supercoppa Aeroitalia alla memoria di Emilio, per tenere vivo il suo ricordo e farlo conoscere alle nuove generazioni”.