05/02/2024 21:29
La otto giorni lucana durante la quale verranno assegnate tutte le Coppe Italia in campo maschile solo in apparenza sembra vestire l’abito dell’evento. Che effettivamente lo è se consideriamo che mai tutte le competizioni deputate ad assegnare le coccarde delle singole categorie si erano tenute in un’unica location territoriale, seppur sdoppiata tra Policoro e Bernalda. Però c’è un… però e in tutta sincerità non ci viene affatto l’impeto di dire a chi ha avuto l’idea di proporre questa “innovativa” soluzione che siamo d’accordo. Anzi, diciamo per niente, perchè ci sono diversi aspetti che l’arguto artefice della Settimana Lucana non ha tenuto in considerazione e che secondo il nostro punto di vista non sono nemmeno tanto marginali.
Intanto, come detto, la scelta di sdoppiare gli eventi in due sessioni distinte, che si svilupperanno in altrettanti fine settimana peraltro nevralgici sul piano religioso, in quanto andranno a incastrarsi con le festività pasquali che quest’anno cadranno proprio alla fine del mese di marzo. Ora passino le gare calendarizzate per venerdì 22, che riguarderanno le semifinali della Coppa Italia di Serie A, in programma ambedue al PalaErcole di Policoro (nella foto di copertina), ma come si può pensare di far giocare la prima semifinale della coppa di Serie C a mezzogiorno di sabato 23 marzo al PalaCampagna di Bernalda (foto di Bernaldasport in gallery 1)? Ma ancor più la finale della stessa coppa, sempre a mezzogiorno di domenica 24 marzo e sempre a Bernalda, uno dei giorni clou delle celebrazioni pasquali ricorrendo la Domenica delle Palme! Ma soprattutto giocare una delle partite più importanti della stagione per la massima categoria regionale, quella che può assegnare la promozione in Serie B per la vincente, in un contesto neutro dove è ampiamente prevedibile che l’affluenza di pubblico sarà scarsa? A meno che non arrivino a questa sfida decisiva il Ferrandina o l'Aradeo e la Nausicaa.
Ma non è bastato il flop delle finali della Coppa Italia di Serie B, A2 maschile e A2 femminile della stagione 2021/2022, dove quasi tutte le gare vennero giocate davanti a poche decine di spettatori, con la sola eccezione delle due partite di finale che fortunatamente vennero animate dalla presenza dei sostenitori di Fortitudo Pomezia e Itria al seguito delle squadre che poi vinsero le rispettive rassegne? E vogliamo tornare indietro nel tempo e ricordare gli spalti deserti del PalaErcole in occasione delle precedenti Final Eight della Coppa Italia di Serie B edizione 2014, quella vinta dal redivivo Montesilvano? Perchè non si vuole cercare più di privilegiare l’importanza della sede legata al nome di una delle finaliste, che è sinonimo di partecipazione e senso di appartenenza del pubblico e di coinvolgimento di appassionati, imprenditori e operatori commerciali legati comunque alla squadra del posto, chiamata a onorare un territorio in quel momento centrale a livello nazionale? La Serie A ha sempre fatto del campo neutro una componente naturale delle finali di Coppa Italia e ovunque si sia giocata (tranne l’anno dell'infelice scelta di Salsomaggiore) il sold-out è stato rituale: perchè non farci giocare solamente la Serie A e le altre categorie destinarle ad altre location?
Tra l’altro, quella che poteva essere una significativa opportunità di socializzazione sportiva, che avrebbe permesso ai componenti delle squadre finaliste di Serie C di respirare l’aria delle categorie maggiori, resterà un’aspettativa vana. L’organizzatore non si è certo preoccupato di valutare l’aspetto della convivialità che in eventi di questo tipo diventa punto focale dell’esperienza da vivere, ma ha pensato di differenziare le sedi dislocando i regionali a Bernalda e offrendo il palcoscenico più importante, scelta assolutamente logica, a Serie A e A2 Elite, che in effetti giocheranno semifinali e finali a Policoro e godranno anche delle dirette Sky. Ci chiediamo: perchè non prevederle anche per la Serie C invece di dare alle due finaliste, già penalizzate dal fatto di dover giocare all’ora di pranzo, il solo contentino della trasmissione su FutsalTV di una partita che verosimilmente registrerà un’affluenza molto blanda (Ferrandina, Aradeo e Nausicaa finaliste permettendo?).
E in piena Settimana Santa vai con altre tre competizioni, quelle che consegneranno le coccarde tricolori per l’A2, la B e l’Under 19. Il rischio sarà sempre lo stesso: la presenza del pubblico, perchè bisogna sempre ricordare che le regioni meridionali sono tradizionalmente sempre quelle più strettamente osservanti delle ricorrenze religiose, e con le gare che andranno a incastrarsi con le celebrazioni pasquali quanto è stata felice l’intuizione della settimana pasquale per disputare queste tre competizioni? Che tra l’altro, verosimilmente, potrebbero non vedere la partecipazione di squadre del territorio e l’interesse della manifestazione, di conseguenza, scemerebbe in maniera consistente. Per cui la domanda che poniamo anche in questa condizione è inevitabilmente analoga a quella posta in precedenza: era necessario, al di là della partecipazione economica della Regione Basilicata che più di ogni altra risposta può motivare questa scelta logistica, individuare in Policoro e Bernalda le sedi di questi eventi?
Ai posteri (come si dice in questi casi) l’ardua sentenza…
P.S. Alle 22,30 arriva in redazione una telefonata in cui ci viene fatta notare una cosa tutt'altro che superficiale. La Dalia Management è in corsa sia per la Final Eight della Coppa Italia di Serie B che per la Final Four della Coppa Italia Under 19, che si svolgeranno simultaneamente tra il 28 e il 30 marzo. La domanda sorge spontanea: se la Dalia dovesse qualificarsi in entrambe le competizioni, cosa succederà ai calendari? Verranno riformulati per scongiurare inevitabili concomitanze? Anche qui... ai poster l'ardua sentenza.