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10/05/2022 17:33

Tavone, il futuro potrebbe essere fuori dal Molise. ''Non è questione di categoria, ma di serietà''

Un passo alla volta, vittoria dopo vittoria, il nome di Gianluigi Tavone è diventato sinonimo di qualità e competenza, una garanzia in tutto l'ambiente molisano. Ma per il tecnico originario di Bonefro, fino a fine gennaio sulla panchina dello Sporting Venafro condotto alla salvezza con largo anticipo nel complicato girone G di cadetteria, potrebbero presto aprirsi le porte di un nuovo progetto fuori regione. 

Gli apprezzamenti non mancano, le opportunità neppure: mister Tavone è pronto per un altro grande passo?

"Intanto da quando sono stato esonerato non ho mai smesso di seguire i campionati, a tutti i livelli - esordisce il tecnico classe 1981. - Studio e aggiornamento continuo ritengo siano imprescindibili in ogni situazione e momento. Fortunatamente nel nostro sport è possibile imparare in ogni situazione, dal regionale fino alla Serie A. Nel frattempo ho anche iniziato con grandissimo piacere una collaborazione con il Settore Giovanile Scolastico per quanto concerne l'Evolution Programme. Quanto alle società sì, ci sono stati diversi contatti, specie da fuori regione. Riguardano sia squadre di Serie B che C1 ma al momento non ho ancora preso una decisione. Se sono pronto a sposare un nuovo progetto? Senz'altro, ma deve avere alcune caratteristiche. Requisito principale la serietà, poi deve puntare alla crescita personale, di squadra e ove necessiti anche della società stessa. La categoria è l'ultima discriminante. Certo il "nazionale" è più stimolante, ma se dovessi tornare nell'ambito regionale lo farei con la stessa abnegazione e perseveranza di sempre".  

Salvezza blindata con largo anticipo, come giudica la stagione della sua ex squadra coach Gianluigi Tavone? 

"Accettai di guidare Venafro con tanto entusiasmo e voglia di fare bene. Poi man mano sono venuti meno gli stimoli, questo a causa di alcuni problemi non solo a livello numerico del roster. Se il cambio in panchina non ha dato gli effetti sperati, questo la dice lunga. Una società per poter vincere deve investire sui giovani, e in questo caso serve tempo prima di raccoglierne i frutti, oppure su giocatori di categoria superiore che possano garantire il salto di qualità". 

Itria campione annunciato, chi ha fatto meglio e chi ha deluso?

"Il girone era di ottimo livello, i ragazzi di Bruno meritatamente campioni. Il Canosa ha perso punti per strada penalizzata dall’organico ridotto. Il Torremaggiore è stata la squadra che più mi ha impressionato per intensità e qualità di gioco, merito di mister Olivieri. La Diaz con l'avvento di mister Capurso ha trovato la sua identità. Probabilmente solo il Sammichele non ha rispettato il pronostico di ingresso nella zona playoff" conclude il giovane tecnico.