02/08/2022 01:28
Giovedì 4 agosto, dunque, sarà il giorno tanto atteso: quello in cui si conoscerà la composizione dei gironi dei campionati nazionali e di Serie B in particolare modo. In verità, c’è ancora un nodo da sciogliere per capire se alla fine le aventi diritto saranno 108 oppure 109, quante ne sono risultate al termine delle iscrizioni lo scorso 15 luglio.
La posizione che balla è quella del Futsal Sassuolo, retrocesso la scorsa stagione al termine dei playout ma che ha presentato domanda di ripescaggio. In verità è il secondo anno consecutivo che gli emiliani chiedono di poter disputare la Serie B, pur non avendo acquisito il titolo sportivo sul campo: bisognerà capire come il Consiglio di Lega interpreterà questa situazione e in base alla sua valutazione sapremo se il Sassuolo potrà disputare anche la prossima stagione il campionato cadetto.
Di sicuro degli otto gironi che verranno composti, almeno tre saranno formati da 13 squadre, il resto saranno da 14. E come capita tutti gli anni, il dilemma da sbrogliare sarà ancora quello legato alle squadre della Sardegna: cinque quelle iscritte all’edizione cadetta 2022/2023, tutte della provincia di Cagliari, che per lo meno attenua il “problema” per le formazioni continentali. Però ci teniamo a dire una cosa: per molte società della terraferma le trasferte nell’isola sono a rischio bilancio, ma ci si è mai posta la domanda inversa? E’ vero che la Regione Sardegna prevede dei contributi che vanno a ristorare le spese sostenute per i trasferimenti da e verso il continente, ma questi vengono distribuiti successivamente alla fine della stagione, il che vuol dire che le spese devono essere sempre anticipate dai club e i disagi sono sostanzialmente identici a quelli di chi si deve recare a giocare in Sardegna. E i viaggi, supponendo che tutte le sarde vengano inserite nello stesso girone, sono pressochè il doppio rispetto a quelli dei club peninsulari!
Detto questo, va detto che le correnti di pensiero sulla distribuzione delle 5 sorelle isolane sono diverse. E’ vero che potrebbero tutte venire agganciate a Piemonte e Lombardia (più il Bordighera) oppure accorpate a nove delle 14 squadre del Lazio. Ma non è da escludere che si possa procedere con la divisione delle sarde spostandone alcune nel girone con le venete, considerando che in questo specifico caso l’elemento vincolante è il collegamento aereo, previsto su scali operativi regolarmente nel periodo invernale, per cui stiamo parlando di quelli del Settentrione e dei due aeroporti romani. Altre soluzioni sono complesse e poco percorribili.
Se la soluzione di inserire due o tre squadre nel raggruppamento del Nord-Est prendesse corpo, bisognerà trovare un’adeguata collocazione alle due rappresentanti del Trentino Alto Adige: andranno con lombarde, piemontesi, la ligure e le restanti sarde o verranno spostate verso l’Emilia occidentale? Un problema che lasciamo volentieri risolvere ai solerti consiglieri di piazzale Flaminio che sicuramente troveranno le soluzioni giuste.
Ad ogni modo, senza metterci a collocare le squadre, possiamo dire che il girone H, quello che comprende Sicilia e Calabria si chiuderà a 13 unità; le pugliesi saranno verosimilmente tutte nello stesso gruppo assieme alle quattro lucane (Città di Potenza, Bernalda, Senise e Pisticci), con la Tombesi che potrebbe esserne la quattordicesima. Sulla ripartizione delle laziali dipenderà la scelta di dove collocare le sarde: teoricamente il Lazio potrebbe addirittura comporre un girone a sé da 14 e, come è stato fatto notare, non sarebbe affatto un’ipotesi del tutto astratta, perchè ammortizzerebbe con le retrocessioni tutte della stessa regione le 2/3 promozioni che ogni anno si registrano proprio dal Lazio, mantenendo gli equilibri numerici con le altre regioni.
Le marchigiane, 9 in tutto potrebbero venire ripartite in un girone con Toscane e romagnole e in un altro con umbre e abruzzesi. Ma non è da escludere un raggruppamento Marche-Abruzzo e un altro trasversale che possa accorpare toscane, umbre, le tre bolognesi e il Russi, partendo dal Tirreno per arrivare sull’Adriatico. Giovedì 4 agosto si saprà tutto.
NIENTE SQUADRE “B” PER LA SERIE A - Poteva - e doveva - essere la più interessante delle innovazioni per dare un forte slancio alla valorizzazione dei giovani fino ai 23 anni, che attraverso la partecipazione al campionato di Serie B potevano sicuramente acquisire quel livello di preparazione necessario per attenuare l’impatto di una eventuale chiamata in Serie A. Per i club che ci avevano fatto un pensierino una soluzione “in casa” per evitare di mandare in giro i propri ragazzi a farsi le ossa a rischio di non godere di un adeguato minutaggio. Invece non se ne farà nulla, perchè il “progetto” è stato respinto dalla Lega Nazionale Dilettanti lasciando Petrarca, Pesaro, Pescara, Fortitudo Pomezia e Monastir con un palmo di naso.
Per noi un grosso errore di programmazione e di scarsa attenzione progettuale, per non parlare del fatto che i posti vacanti nei gironi della prossima Serie B si sarebbero potuti colmare con le “squadre B”. In due parole un’occasione mancata: ma un argomento che presto approfondiremo perchè di strettissima attualità.