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06/10/2022 14:02

Serie AF. Pescara, Ortega verso il derby col Tikitaka: ‘’Mi auguro che ci sia un grande pubblico’’

Nessun gol fatto e nessuno subito, dato quest’ultimo che va rimarcato sempre in modo positivo. Ma se Eva Ortega ripensa alla partita contro la Rovigo Orange, non può che chiedere di più ad un Pescara che nella scorsa stagione ha chiuso solo alle spalle del Falconara pigliatutto.

“Non sono arrabbiata, un pareggio è un risultato che può starci alla seconda giornata. Però non è un risultato che ci soddisfa per la squadra che siamo o che abbiamo l’ambizione di essere. Il fatto che sia l’inizio del campionato o che ci siamo allenate senza nazionali, per me conta poco perché siamo un gruppo maturo e dobbiamo saper affrontare al meglio ogni tipo di situazione. È andata così, ma ora dobbiamo ricominciare a testa bassa”.

E c’è un motivo ben preciso, anzi due, se la spagnola sprona il gruppo senza giri di parole: l’imminente derby d’Abruzzo col TikiTaka al PalaRoma, in diretta su Sky in prima serata.

“Spero che ci sia tantissima gente e tanti bambini, in particolare. Per me, sinceramente, ogni partita conta allo stesso modo perché voglia di vincere e migliorarmi sono le stesse ogni domenica, ma un derby è un derby. Vale sempre tre punti sì, ma l’atmosfera è speciale”.

Sliding doors tra Aida Xhaxho e il duo Giorgia Verzulli-Alessia Valendino (la prima in uscita dal Pescara, le seconde in arrivo dal TikiTaka) e altri movimenti – da una parte e dall’altra - durante il mercato estivo.

“Ci siamo rinforzate entrambe in modo diverso, cercando di colmare le carenze che c’erano. La loro è una squadra che farà sempre tanti gol: se non è Tampa, sarà Vanin o un’altra giocatrice ancora. Ma noi abbiamo la mentalità di mister Dudù Morgado e sappiamo applicare una difesa forte che ormai ci contraddistingue. È tutto da vedere, solo il campo potrà dirci come andrà”.

Non sono più calzini arrotolati con i quali giocare di nascosto nella camera dei fratelli, ma palloni griffati Adidas. Non è il campo accanto casa, a Saragoza, ma il palazzetto di una squadra di Serie A del centro Italia. Nonostante i cambiamenti, il calcio a 5 è rimasto sempre al primo posto nella vita di Ortega.

“L’unica differenza è che prima era solo puro divertimento, mentre ora è divertimento accompagnato da responsabilità. Gioco da tantissimi anni e mi fa ancora stare bene, così come mi fa stare bene allenare i bimbi dei “primi calci”: quando li rincontro dopo le vacanze, sono contenta del lavoro che ho svolto. Un futuro da allenatrice? Chi mi conosce bene, mi sta spingendo a fare questo percorso perché mi viene naturale: se ho una giocatrice più piccola accanto, mi piace dare consigli. Spiegarle perché una soluzione può essere più utile di un’altra. Magari un giorno diventerà anche un lavoro”, sorride.

Ufficio Stampa Futsal Pescara Femminile