27/06/2025 23:00

San Giovanni, le prime mosse di Bossini: restano Edu, Gui e Bamundo. In partenza Biondi e Masini

Ancora qualche giorno e si conoscerà il nome dell’allenatore che prenderà in consegna la prima squadra del San Giovanni. Il presidente Mirko Bossini si è impegnato molto nella ricerca del profilo ideale ed ha circoscritto a tre tecnici i candidati tra i quali uscirà l’erede di Leandro Duri: Bossini ha chiesto ancora qualche giorno di riserbo per poter riflettere senza condizionamenti e prendere la scelta ritenuta la più compatibile con le esigenze del club. Ma nel frattempo, con la collaborazione di Mirko Angeli, il cui ruolo verrà reso esecutivo dal primo luglio, ha iniziato a fare le valutazioni sui giocatori che resteranno in forza al club aretino e quelli che, per ovvii motivi, saluteranno il San Giovanni.


IN USCITA BIONDI E MASINI - Lautaro Biondi, tornato in Argentina per problemi personali nel mezzo dei playoff, non giocherà il prossimo anno con il San Giovanni. Stessa cosa per Francesco Masini: il centrale classe 2002, che ha giocato in Serie B con Firenze e Futsal Prato, autore di bene 22 reti nell’ultimo campionato di C1, ha scelto altre destinazione e quasi certamente firmerà per la Mattagnanese, tornando a vivere il clima della Serie B.


TRE LE CONFERME (PER ORA…) - Al contrario, continueranno a vestire la maglia del San Giovanni i brasiliani Edu Baraldi e Guilherme Fernandes Bonato, anche loro indiscussi protagonisti del percorso aretino della scorsa stagione. Conferma scontata tra i pali per il giovanissimo Giuseppe Bamundo, che a 18 anni è stato lanciato direttamente in prima squadra dall’ex trainer Leandro Duri, anche lui promosso a pieni voti dal presidente Bossini, che nei prossimi giorni incontrerà anche quel Fabrizio Romano diventato l’oggetto del desiderio di diversi club del nazionale: un faccia a faccia decisivo per capire se anche il giovane attaccante italo-brasiliano continuerà a giocare con i colori del San Giovanni.





Nella foto, da sinistra: Edu Baraldi, Gui Fernandes Bonato e Giuseppe Bamundo