30/03/2026 18:03
Il giorno dopo offre sempre lo spunto per le analisi di sorta. Per il Sala sono riflessioni a freddo, visto che la trasferta alle pendici del Conero è durata meno di quanto ci si potesse aspettare. Ma con il presidente amministrativo Antonio Detta partiamo dal valutare quella che è stata l'esperienza in sè e per sè.
- Era la prima volta ad una Final Eight di Coppa Italia, in cui il Sala è partito anche come testa di serie alla luce del quarto posto alla fine del girone di andata. Ma era appunto la prima volta: come è stata vissuta dall'ambiente?
“E’ vero, è stata la prima volta alla Final Eight di Coppa Italia di Serie A dopo appena tre anni di presenza nella massima serie, anche se vincitori di quella di Serie A2 nella stagione 2022/2023, quindi coscienti dell’evento in sè e delle sue emozioni. Ritengo che abbiamo ampiamente meritato di esser presenti a questa manifestazione proprio per quanto ben fatto nel girone di andata. Sicuramente una presenza emozionante da parte di tutti, anche se le aspettative da parte della proprietà erano completamente diverse da come, purtroppo, è andata. E’ mancata la voglia di far bene e di dimostrare il proprio valore, è mancata quella marcia in più, agonisticamente parlando, che doveva esserci, senza se e senza ma, indipendentemente dall’impegno profuso per arrivarci di cui non si discute”.
- Sul campo, in effetti, le cose non sono andate granchè bene, tanto per il risultato forse eccessivamente pesante, quanto per una prestazione offensiva che ha lasciato a desiderare. La difesa della Roma ha concesso poco ma gli attaccanti del Sala non hanno saputo pungere. La chiave di lettura del ko nei quarti è questa, al di là dei meriti dei vostri avversari?
“Le nostre aspettative erano molto alte a prescindere dai risultati, ma da un punto di vista di sacrificio e di ciò che volevamo vedere in campo questo è mancato. Non riusciamo a capire cosa sia successo all’intero roster dopo il mese di stop per gli Europei. Si, purtroppo la Roma è stata molto brava a sfruttare quelle pochissime occasioni, fallo laterale, calcio d’angolo e punizione, che ha avuto a disposizione, mentre noi, nonostante l’aver tenuto e mantenuto un ritmo molto alto e cercato di costruire tanto, non siamo riusciti a finalizzare per quanto creato, anche se abbiamo fatto un gioco semplice e non di valore come abituati a fare. Questo è un grande problema con la ripresa del girone di ritorno, in sostanza un attacco completamente inesistente, poco freddo nelle occasioni avute a disposizione, senza convinzione e fame di gol”.
- Coppa Italia poi vinta dalla Meta, che prima ha eliminato la Roma e poi ha fatta sua la finale con la Feldi: nel complesso un successo legittimo e meritato, condivide?
“Sia la Feldi Eboli che la Meta Catania, che rispetto tanto, sono due squadre ben dotate di un roster di esperienza e li ritengo professionisti della categoria, sempre con tanta voglia di dimostrare e soprattutto continui nelle loro prestazioni, dicendo anche che sono in questa serie da molti più anni di noi, credo oltre un decennio. La Meta Catania, come dimostrato ieri sera nella finale, ha meritato ampiamente di vincere la Coppa Italia, contro una Feldi Eboli anch’essa grande squadra, che ha cercato di spingere e trattenere le giocate dei siciliani ma si è visto un netto calo sia fisico sia mentale: cosa in questa disciplina molto importante è la gestione psicologica e il sangue freddo, qui si vedono i grandi giocatori che emergono. Brava la Meta Catania a colpire nei momenti delicati della gara, che poi hanno inciso sul prosieguo della partita e sui ritmi della Feldi, che ha accusato tanto i colpi inflitti”.
- Infine uno sguardo al campionato. Il girone di ritorno è stato fin qui croce e delizia: ormai è acclarato che la sosta per gli Europei ha fatto inceppare un po' tutti meccanismi che nella prima parte del campionato avevano funzionato bene. E' troppo riduttivo dare le colpe alla sosta di inizio anno? Pensa che la squadra stia soffrendo di un qualcosa di cui non riesce a scrollarsi? Ora tutto è rivolto ad ottenere il miglior piazzamento per i playoff: cosa si attende sia nell'atteggiamento che nelle prestazioni?
“Ci stiamo ponendo diverse domande proprio dalla ripresa del girone di ritorno, ma capire cosa abbia bloccato il nostro flusso positivo è veramente difficile. Adesso l’obiettivo principale è quello di cercare di fare quanti più punti possibili per avere un ottimo piazzamento per i playoff, augurandoci di cuore di riuscirci, proprio per quanto costruito e per quanto fatto vedere. Noi confidiamo molto nel roster anche se ultimamente ci hanno deluso nelle prestazioni e nella discontinuità, ma confidiamo nel mister Conde a cui non possiamo proprio dire nulla: anche lui sta cercando di capire cosa sia successo ai ragazzi, li sprona continuamente e ci parla per cercare le soluzioni opportune. Noi, come proprietà, chiediamo ai giocatori più cuore e voglia di dimostrare, più continuità, indipendentemente dal risultato finale della gara, in cui si spera sempre in un risultato positivo. Anche perchè il punto di forza dello Sporting Sala Consilina è stato ed è sempre il ‘farli sentire in famiglia e sicuri in tutto’, ma forse tutto ciò sta facendo l’effetto contrario? Capiremo, nel frattempo avanti tutta”.
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