16/03/2023 10:42

Sala Consilina sul tetto d'Italia. La favola a lieto fine di Giuseppe Detta: "Ora la festa per la A"

Se la guarda in continuazione, Giuseppe Detta, la Coppa Italia di Serie A2 che il suo Sporting Sala Consilina ha vinto domenica sera battendo nella finale di San Rufo il Lido nei Ostia. Un risultato che solo dodici mesi fa, quando i salesi annaspavano nelle zone torbide del girone C e stavano pensando solo a raggiungere la salvezza, poi conquistata solo a una giornata dalla fine delle ostilità, sembrava impossibile da raggiungere. E invece le favole, come sovente accade, hanno un lieto fine e lo è stato anche quello della corsa alla coccarda della seconda divisione. E adesso, a mente fredda, ora che è stato razionalizzato il valore dell'impresa, cosa rappresenta per Giuseppe Detta e la sua famiglia la vittoria della Coppa Italia di Serie A2?


“Le passioni non sempre sono condivise con i tuoi cari, le coltivi con pochi amici e quando rientri a casa sono un capitolo a parte. Io invece ho sempre coinvolto tutti nella mia ‘grande febbre’ per il futsal ed uno dei miei due figli è parte integrante del progetto giovanile dello Sporting, giocando nell’Under 17. A me piace molto giocarlo, ho disputato campionati e tornei sia in veste di giocatore e sia come presidente ed a vedermi, nelle partite più importanti, c’è stata sempre la mia famiglia che condivide questo mio interesse con grande partecipazione. La vittoria della Coppa Italia rappresenta proprio una favola a lieto fine dopo tanti sacrifici, rappresenta un oggetto da tenere nella bacheca di famiglia con grande orgoglio e infinita gioia”.


- Un successo che tuo cugino Antonio ha definito come un grande riscatto per l'intero territorio: condividi il significato di questa espressione oltre che il suo potenziale effetto per un coinvolgimento a 360° nella futura programmazione economica e agonistica?


“Certo, essere presenti sul podio più alto di una manifestazione che, di fatto, è una vetrina nazionale, è un riscatto per tutti coloro che vivono all’ombra di grandi città, quelle che con grandi realtà lavorative e grandi investimenti riescono a sopraffare le piccole realtà. Nel caso nostro abbiamo abbattuto un muro altissimo, la provinciale che si è confrontata con le ‘grandi’ vincendo con umiltà. Finalmente abbiamo lanciato un segnale concreto a tutti coloro che vogliono farsi conoscere. Giustamente, lo sponsor, è disposto a dare quando riesce a ricevere in termini di visibilità ed oggi noi possiamo accontentarli con una vetrina nazionale. La nostra vittoria avrà ripercussioni positive anche sul mercato, gli atleti crederanno ancor più nella riuscita dei nostri progetti”.


- Due vittorie di stretta misura per un trionfo che premia non solo le capacità della squadra ma anche tutto il lavoro d'equipe che ha accompagnato l'organizzazione dell'evento. Tu che hai vissuto in prima linea tutte le fasi della Final Four cosa puoi dire sulla competizione e l'impatto che ha riscosso nel comprensorio?


“Vorrei dividere quest’evento in due parti. La prima mi porta a vivere quella vigilia, quando il cuore inizia a farsi sentire e tu sei affannoso di sicurezze per convincerti che puoi vincere. Io, durante la mia ricerca, ho trovato gli sguardi di tutto lo staff, dalla singola persona che aveva un piccolo impegno fino a chi ricopriva un ruolo di grande responsabilità sia nell’organizzazione dell’evento e sia in campo. Mi ha colpito lo sguardo, si, lo sguardo di tutti e dico tutti. Ho visto la concentrazione e la determinazione a fare bene in quel meraviglioso fine settimana ed io così ho preso energia e mi sono ricaricato al massimo. La seconda parte mi porta a vedere l’aspetto della partecipazione con i social che si sono scatenati con commenti e foto per confermare la presenza in queste Final Four al Centro Sportivo Meridionale di San Rufo. Questo territorio, grazie allo sport, ha vissuto un grande momento, lo ha voluto, lo ha desiderato e l’eco della nostra vittoria risuona ovunque… e ci metterà un bel poco per finire”.


- Domanda obbligatoria... alla faccia della scaramanzia: quando hai fissato il giorno della promozione in Serie A?


“Mi aspettavo questa domanda e sono già pronto per la risposta. Mancano solo sei punti o due partite, dipende da come la vogliamo vedere. Siamo la squadra dei miracoli e dei record e vorremmo rispettare il nostro ruolino di marcia senza sconfitte. Scaramanzia a parte, dopo la partita di sabato in casa contro la Cormar ci piacerebbe tornare il 25 marzo da Canicattì con il titolo già in tasca ma sarà solo una formalità perché noi, ovviamente, abbiamo la voglia e l’onore di festeggiare già il primo aprile nella successiva partita casalinga con tutto il nostro pubblico e finalmente nel nostro ‘tempio’, il Centro Sportivo Meridionale di San Rufo. Le nostre vittorie, come già detto in altre occasioni, sono state raggiunte e festeggiate in trasferta, ma oggi dopo la Coppa Italia, rimane da godere solo per la vittoria del campionato con tutto il nostro grande pubblico”.