12/06/2025 22:45

Roberto Giampaolo e una chiamata meritata: "La Nazionale un sogno per tutti, non deluderò Samperi"

La traiettoria della carriera di Roberto Giampaolo ha assunto una direzione chiara, che anno dopo anno l'ha proiettato sempre verso l'alto, premiando il suo duro lavoro. Prima lo scudetto Under 19 con il Regalbuto, poi una graduale scalata tra le varie categorie del futsal italiano approdando poi l'estate scorsa in Serie A grazie alla chiamata del Vinumitaly Petrarca. I padovani hanno dovuto da poco mandare giù il boccone amaro della retrocessione, per l'altro dopo un campionato combattuto ad armi pari con tutti facendo i conti con la sfortuna profonda degli infortuni; nonostante queste difficoltà però, Roberto si è esaltato in campo con grandi prestazioni, affermandosi come uno dei punti fermi del roster bianconero e guadagnandosi la fiducia dalla panchina di papà Luca, il quale, con grande integrità, correttezza e saggezza, ha fatto in modo che Giampaolo "Junior" crescesse con la sola forza delle proprie gambe.

E ora, dopo un percorso del genere, Roby arriva a salire su un altro importante gradino della propria carriera, forse il più importante di tutti, quello della Nazionale. In vista del raduno di Policoro programmato dal 16 al 20 giugno, il ct Salvo Samperi, alla ricerca di volti nuovi da testare e da inserire magari un giorno nella sua selezione, ha infatti deciso di chiamare anche il duttile centrale classe 2001, confermandone e premiandone i progressi evidentissimi con la chiamata più bella. Una chiamata che abbiamo commentato insieme al diretto interessato...

- Roby, i tuoi primi pensieri appena dopo aver saputo della convocazione?

"La mia prima reazione alla notizia della convocazione è stata quella di voler telefonare a tutta la mia famiglia e alla mia compagna Benedetta (che a giorni lo renderà padre, n.d.r.) perché volevo dedicare e condividere con loro questo momento di gioia che per me corrisponde alla realizzazione di un sogno da quando ero bambino. Credo che tutti i calciatori, professionisti o dilettanti, sognino di indossare la maglia azzurra. E per me è proprio una sensazione di estasi".

- A Policoro ci andrai insieme a Molaro, che conosce bene l'azzurro, a Feverati e a Gargantini; condividere questa avventura con i tuoi compagni di club è ancora più speciale?

"Sono felicissimo anche per i miei compagni di club. Insieme quest'anno abbiamo affrontato mille battaglie sportive. Siamo molto legati tra noi e credo che il commissario tecnico abbia fatto una bellissima scelta nel convocare Daniele, Matteo e Antonio perché sono  giocatori fortissimi e grandi persone. Quindi condividere con loro questa esperienza è ancora più gratificante".

- I tuoi obiettivi e i tuoi buoni propositi per questo raduno?

"Io sicuramente darò il massimo come sempre ho fatto nella mia giovane carriera. Il mio è stato un percorso senza scorciatoie. Da quando ho 18 anni, ho giocato lontano da casa, lontano dalla famiglia, dalla Sicilia all'Emilia Romagna, passando per la Puglia e l'Abruzzo. E ho sempre lottato duramente contro i pregiudizi legati al mio cognome che nel calcio a 5 è pesante. Sono arrivato qui e ringrazio di cuore la mia società per aver creduto in me e ringrazio il commissario tecnico Samperi per aver visto in me delle qualità. Non lo deluderò dando tutto me stesso".

- Una domanda per chiudere sul playout: a Cosenza avete dato ma non è bastato. Uscite comunque a testa alta? E la convocazione in Nazionale ti aiuta a salutare la stagione con un sorriso in più?

"I playout lasciano un grande dolore in tutti noi. Abbiamo lottato come leoni per tutto l'anno, ma purtroppo il verdetto è stato avverso. La Nazionale è un percorso completamente diverso. Niente può togliere il dispiacere per la retrocessione. Quello resta e resterà per molto tempo".

l.m.