16/10/2025 16:00
L'inizio di stagione è stato complessivamente positivo per il San Giovanni, ch viaggia alle spalle della capolista Five to Five in una classifica del campionato di C1 particolarmente affollata nelle zone di vertice. In attesa di poter disporre del roster al completo (Duri e Battagliotti sono in ripresa dopo gli infortuni e Zago rientrerà dal Brasile nei prossimi giorni), facciamo il punto della situazione con Leroy Righeschi, autentico colpo del futsalmercato estivo piazzato dal presidente Mirko Bossini.
- Leroy, soddisfatto di come sono andate le cose in queste prime partite?
“Direi che più che di soddisfazione parlerei di consapevolezza. Le prime partite sono andate complessivamente bene, soprattutto se consideriamo gli infortuni e il fatto che l’amalgama del gruppo non è ancora completa. Stiamo imparando un nuovo modo di giocare, ci vuole tempo per assimilare certi meccanismi, ma la direzione è quella giusta”.
- Si era parlato sin dalla vigilia che la partita di Prato sarebbe stata tutt'altro che semplice. Il 3-3 finale è un risultato che va apprezzato oppure restano i margini per recriminare per qualcosa che non è andato come si voleva?
“Possiamo sì recriminare e allo stesso tempo no. Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata e la consapevolezza di essere pochi ci ha un po’ frenato mentalmente. Abbiamo commesso troppi errori, alcuni evitabili, ma fa parte del percorso. Dobbiamo rimanere umili, continuare a lavorare e capire dove possiamo crescere, perché il potenziale c’è”.
- Domani sera sfida alle Remole da dover condurre in porto per restare sulla scia delle battistrada. Che partita ti attendi ma soprattutto ti aspettavi di vedere due matricole come Five to Five e Timec ai vertici della classifica?
“Mi aspetto una partita diversa rispetto a quella già affrontata in Coppa. Loro ci conoscono, ci hanno già visto giocare e hanno fatto qualche innesto importante rispetto a quella gara, quindi sarà tutta un’altra storia. Per quanto riguarda la classifica, alla terza o quarta giornata è presto per parlare di battistrada: il livello del campionato è quello che è, molto equilibrato, ma i veri valori si vedranno più avanti”.
- Dopo tanti anni di nazionale, anche a importanti livelli, ecco la scelta del San Giovanni. Cosa ti ha convinto del progetto lanciato dal presidente Bossini per decidere di scendere in C1?
“Il contesto del nazionale è un’altra cosa, lo so bene, ma anche qui in C1 ci sono diversi giocatori che arrivano da categorie superiori. Diciamo che il progetto del San Giovanni mi ha convinto perché è ambizioso, ma allo stesso tempo spero concreto. C’è ancora molto da costruire e nessuno può sentirsi arrivato: dal presidente ai giocatori, passando per lo staff, siamo tutti chiamati a crescere. La società deve lavorare meglio, e anche i ragazzi, giovani e meno giovani, devono capire l’importanza di curare ogni dettaglio. La strada è lunga, ma con la giusta mentalità e la voglia di migliorare, giorno dopo giorno, si possono raggiungere obiettivi importanti”.