25/06/2023 01:59
Ritorniamo a parlare dell’ormai imminente riforma dello Sport che dovrebbe, salvo proroghe, debuttare per il comparto dilettantistico dal 1 Luglio 2023, prendendo spunto dalla lettera aperta scritta nei giorni scorsi dal Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete.
In sostanza, il Presidente nella sua missiva, mettendosi dalla parte di tutte le società del panorama dilettantistico italiano, ha posto in essere le stesse perplessità e gli stessi dubbi che un po' tutti gli addetti ai lavori oggi hanno, dubbi che anche i professionisti che dovranno accompagnare i club in questa nuova era del dilettantismo italiano conoscono bene.
I due punti di vista che nel mio caso coincidono, mi permettono un paio di riflessioni.
Sull’aspetto professionale non nascondo che nonostante mi sia documentato ed abbia una generale idea sulle nuove norme che disciplineranno nello specifico il contratto di lavoro sportivo e l’abolizione del vincolo, non nascondo le mie perplessità e lacune a una settimana dal varo della riforma stessa: in primo luogo ad oggi non si hanno mezzi o portali necessari per operare e non si hanno neanche linee guida per potere organizzarsi.
Ad esempio alcune domande che un pò tutti ci poniamo sono: in che modo dovrà essere inquadrato l’atleta? Con che scadenze verranno versati gli eventuali contributi? Quanti e quali saranno gli adempimenti che si dovranno affrontare? Quali costi reali avranno a livello assicurativo le società?… e molto altro ancora.
Per fare un altro esempio, con le dovute proporzioni del caso, ci sentiamo come quando la prima ondata di Covid colpi’ il nostro paese e noi professionisti ci trovammo a tranquillizzare e confortare i nostri clienti sui provvedimenti che quello stato di emergenza avrebbe sicuramante creato. “Dovranno necessariamente intervenire e ci diranno come”, dicevamo al tempo: ecco, oggi sulla riforma dello Sport facciamo le stessa affermazioni.
Dal punto di vista dirigenziale, invece le più grosse perplessità sono da ricondurre all’aumento dei costi e, a cascata, a tutto ciò che ne conseguirà, oltre ad una programmazione vincolata dalla reale incertezza degli stessi. In pratica, non avendo dati certi sui quali basarci, non ne conosciamo il reale impatto frenandoci anche negli eventuali investimenti che si sarebbero potuti programmare con una situazione più chiara e definita.
Infine vorrei riprendere nuovamente un passaggio molto interessante del Presidente Abete, che con un semplicissimo esempio, spiega la criticità della riforma stessa nel nostro variegato mondo, chiedendosi come le stesse regole possano valere sia per una società di Serie D che per una di Terza Categoria.
In definitiva, a mio parere siamo in presenza una riforma che oggi presenta tantissimi dubbi i quali, se confermati i tempi di attuazione, dovranno essere dissipati con chiarezza nel minor tempo possibile, altrimenti sarà un salto nel vuoto.
Rag. Giuseppe Paradisi
Nella foto: il Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili, Andrea Abodi (www.gianlucadimarzio.com)