22/02/2023 20:41
6-0 a tavolino in favore del Mirto e squalifica fino al 28 febbraio 2025 per il giocatore Giovanni Assumpçao Paesano: si è espresso così il giudice sportivo della Divisione Calcio a 5 chiamato a decidere sugli episodi accaduti sabato scorso nella fase finale della partita tra Mirto e Real Termini Rekogest, valida per il girone H del campionato di Serie B. Una decisione pesante e penalizzante per il sodalizio palermitano, che a causa del risultato è costretto all’ultimo posto in classifica anche se ancora in grado di poter raggiungere la salvezza (due i punti da recuperare all’Arcobaleno Ispica, attualmente in penultima posizione).
L’episodio, verificatosi quando mancavano 3’42” alla sirena, è stato ampiamente illustrato dal giudice sportivo nella determinazione della sentenza, riferendo anche del ricorso del direttore di gara colpito, alle cure ospedaliere, con la certificazione di 3 giorni clinici per una diagnosticata “lieve contusione toracica”. La “condotta violenta” del calciatore - si legge nel comunicato a sostenere la rilevanza della sospensione disciplinare - consiste in “ogni atto intenzionale diretto a produrre una lesione personale e che si concretizza in una azione impetuosa e incontrollata, connotata da una volontaria aggressività”.
GUARDA QUI IL MOMENTO DELL’EPISODIO
(n.d.d.) Ci sono comportamenti violenti e… comportamenti violenti, ma è pacifico che nel momento in cui vengono sanzionati, questi devono essere valutati in base alla loro effettiva gravità. Ma non solo: usare termini come “aggressione” per motivare una manata, o una spinta, anche se evidente, beh, stiamo uscendo un tantino dal seminato.
Il caso della squalifica per due anni comminata a Giovanni Paesano, calciatore del Real Termini Rekogest, espulso nel finale della partita di sabato scorso giocata a Mirto per aver di fatto spinto con una manata sul petto il direttore di gara che gli aveva appena estratto il cartellino rosso davanti agli occhi, deve necessariamente aprire una discussione per come la giustizia sportiva debba essere applicata in maniera coerente alla reale gravità di quanto accaduto in campo e non in modo così esageratamente punitivo.
Il gesto di Paesano, pur deprecabile nella sua manifestazione, legittimamente condannato dai vertici del Real Termini Rekogest, siamo sinceri non riteniamo essere sanzionabile con una squalifica di due anni (il giocatore è stato fermato fino al 28 febbraio del 2025). Riteniamo il termine “aggressione”, che nel comunicato n.697 viene usato nella spiegazione del fatto, sia fuorviante per quanto si è realmente verificato a Mirto, allo stesso modo assimilare la manata data dal giocatore al direttore di gara (pur assolutamente esecrabile) a un atto di violenza. Le immagini di quei momenti, seppur confuse, non danno l’impressione di un giocatore che si scaglia sul direttore di gara in modo violento, seppur la sua rimostranza sia del tutto ingiustificata e come tale è stata immediatamente censurata dal club termitano.
Ma l’effetto ancor più clamoroso, al di là dell’attribuzione della sconfitta a tavolino, è l’afflizione di una sanzione economica che, a memoria, non ricordiamo sia stata mai applicata dei campionati nazionali di futsal: il Real Termini Rekogest, infatti, in virtù di quanto previsto dal comunicato 104/A del 17 dicembre 2014 (!), sarà - come cita testualmente il comunicato n.697 rifacendosi a quella deliberazione del Consiglio Federale - “onerata del versamento di una somma a favore della Federazione, da calcolarsi moltiplicando il costo medio gara del campionato di competenza per il numero delle partite casalinghe. Detta somma sarà destinata alle spese arbitrali”.
Tradotto in soldoni stiamo parlando di 4400 euro di sanzione! Per una manata. Una vera esagerazione... ma non scherziamo!