28/03/2023 11:07
Classe, esperienza e personalità. Vinicius "Japa" Duarte è uno dei punti fermi del Real San Giuseppe. Uno dei primi a sposare il progetto della formazione campana, che domenica ha conquistato un trofeo storico per se stessa, e per la Campania.
"E' stato un fine settimana intenso - racconta Duarte -, lungo ma molto bello. Rivivere certe emozioni mi ha fatto commuovere, vedere la gente sugli spalti a soffrire e gioire con noi è stato eccezionale. Forse è il trofeo più difficile tra tutti quelli che ho vinto. Ci tenevo ad arrivare in alto, sia per me personalmente sia per la società dei presidenti Massa, che meritano questi traguardi. Sono orgoglioso dei miei compagni di viaggio, staff e giocatori, e di essere entrati nella storia di questa società e di questa Regione".
Si percepisce la felicità di Japa Duarte, così come l'emozione per un trofeo che alla vigilia era difficile pronosticare. E lui, ormai non più un "giovanotto", se lo è goduto tutto.
"A livello personale ci tenevo tantissimo - continua -, mi sono preparato tanto per arrivare ancora una volta a questi livelli. Vincere è sempre bello ma stavolta è stato inaspettato, per come abbiamo iniziato la stagione. Oggi forse non ho lo stesso fisico di cinque-sei anni fa, ma cuore e mentalità sono intatti. Volevo divertirmi ancora e con i miei compagni ci sto riuscendo. Vedere mio figlio emozionato è stata una grandissima gioia personale".
Adesso un pizzico di meritato riposo e poi, come si dice, viene il bello. Il Real San Giuseppe avrà prima di tutto la possibilità di fare bis in Coppa della Divisione, ma dovrà anche lottare per conservare l'ottavo posto, ultimo utile per i playoff.
"Si, per ora ci prendiamo qualche momento di riposo e poi riprenderemo il cammino. Ci sono tanti motivi per andare il più lontano possibile, e noi non molleremo niente. Pensiamo una partita alla volta, rimanendo con i piedi per terra. In Coppa della Divisione avremo la stessa fame, è sempre una finale nazionale e abbiamo ancora la possibilità di fare la storia. Non eravamo i peggiori prima ma non siamo diventati i migliori adesso. Serviranno ancora più umiltà e lavoro da ora in poi".
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