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31/05/2024 15:00

Quartu, la rotta per la B passa per Torino. Manunza: "L'ho promesso al presidente quando ho firmato"

Due partite alla Serie B. Un conto alla rovescia che disegna appieno il momento di un Quartu che si appresta a vivere i dieci giorni più importanti della sua giovane storia. Gli uomini di mister Diana tornano a volare, una settimana dopo Tho, alla vota di Torino per affrontare il primo atto del doppio confronto con il Sermig: in palio uno dei quattro posti che consentiranno il prossimo anno di giocare in Serie B.


Con Andrea Manunza, uno dei big quartesi, bomber indiscusso della squadra (106 i gol messi a segno in tre stagioni, 36 quelli firmati quest’anno) facciamo intanto un piccolo passo indietro.

 - Quanta soddisfazione c'è per aver impattato nel modo migliore alla fase nazionale, considerando che avete comunque eliminato un Rho che godeva di eccellenti accrediti?


“La soddisfazione è tanta, soprattutto considerando il fatto che il Rho è una squadra che in casa ha dato filo da torcere a tanti, è un campo caldissimo con un pubblico altrettanto caloroso. Questa vittoria ci ha dato entusiasmo per affrontare la finale, che sarà ancora più difficile”.


- Sabato primo atto a Torino. Affrontate un Sermig che ha passeggiato con il Taggia: come state preparando questa gara anche in considerazione del fatto che dovendola gestire nell'arco del doppio confronto, avrete il match di ritorno da poter giocare in casa?


“Il Sermig sappiamo essere una squadra molto attrezzata, che gioca un bel calcio a 5 e che ha nel roster nomi importanti. Affronteremo la gara a Torino con la massima attenzione, dando il massimo, sapendo però che sarà solo il ‘primo tempo’ di questa finale e che la partita non finisce a Torino”.


Il Quartu non ha centrato la promozione in campionato trovando davanti a sé un'Ussana che è stato praticamente perfetto. Ma ora per il team caro a Fabrizio Righetto ecco l’occasione per provare a centrare il traguardo fissato a inizio anno.


- Andrea, interpretando l'intera stagione, considerando gli sforzi fatti dalla società e l'impegno che anche voi giocatori ci avete messo, cosa rappresenta per voi il salto in Serie B e per te che l'hai giocata tante volte quali sensazioni suscita in particolare questa opportunità?


“L’Ussana è stato perfetto. Noi perdendo due partite siamo stati ‘solamente’ quasi perfetti e quindi siamo qui a giocarci i playoff. Il Quartu è una società nuova, nata solamente tre anni fa, ma che ha un grande progetto e grandi ambizioni, con un presidente, che per me è un secondo padre che mi conosce da 20 anni (Fabrizio Righetto per l’appunto, n.d.c.), una dirigenza e aggiungo un allenatore di grandissimo livello. Siamo reduci da due salti di categoria di fila, e ora ci giochiamo il terzo, di più onestamente non si poteva chiedere, son quindi certo che siamo pronti anche per fare la B perché appunto c’è una struttura tale, alle spalle, che lo permette. Le mie sensazioni? Nonostante sia riuscito a fare gol e giocare in tutte le categorie di questo sport dalla A alla C, ho ancora l’entusiasmo e la voglia di un bambino, quindi riuscire a salire in B con questa società sarebbe la realizzazione di un desiderio, oltre che una promessa mantenuta che feci al presidente il giorno della firma”.