14/03/2024 11:00

Quando le regole contano più della salute: Avis Isola punito (e penalizzato) per i fatti di Rovereto

L’Avis Isola è stata dichiarata rinunciataria per la partita che non si è disputata lo scorso 24 febbraio a Rovereto (girone A del campionato di Serie A2) e per la quale il club di Fulvio Paracchino aveva presentato ricorso adducendo le cause di forza maggiore che avevano reso inevitabile la scelta di non disputare l’incontro. Il giudice sportivo della Divisione Calcio a 5 non ha invece ritenuto plausibili le motivazioni presentate dalla società astigiana, attribuendo la sconfitta a tavolino per 6-0, infliggendo un punto di penalizzazione in classifica e anche una multa di 500 euro (in misura ridotta) per la prima rinuncia.


Questo si evince dagli atti consultati dal giudice sportivo e riportati nel comunicato ufficiale numero 779 (CONSULTALO QUI), che francamente sollevano un forte imbarazzo, non tanto per l’applicazione di quanto disposto dalle norme del Codice di Giustizia Sportiva e dagli articoli delle NOIF richiamati, quanto per la valutazione della causa che ha indotto l’Avis Isola a non disputare la gara, sottolineiamo volontariamente ma assunta davanti a una situazione assolutamente impreventivabile e anche di logica e comprensibile preoccupazione, tale da provocare un disagio psicologico nei componenti della squadra tale da impedire loro di disputare la partita.


Non vogliamo, e questo lo diciamo in premessa, esprimerci sul comportamento della società di casa: il problema non risiede nella posizione assunta dall’Olympia Rovereto, chiarificata nel testo del dispositivo del giudizio sportivo, bensì nell'idonea valutazione delle circostanze verificatesi in quella situazione da chi ha poi dovuto decidere a riguardo. Intanto, l’aspetto più banale: come ritenere che una società come l’Avis Isola, dopo aver viaggiato per 315 chilometri per raggiungere la sede di gioco, giunta sul luogo della gara decida arbitrariamente, senza un motivo valido, di non scendere in campo? Gli atti riferiscono che nel corso del trasferimento un giocatore accusa un problema all’apparato mascellare definito come “blocco dell’articolazione temporo-mandibolare”, tale da richiedere, una volta arrivati al campo di gioco, l’intervento urgente di un’autoambulanza che deve trasportare il giocatore al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Chiara” di Trento, dove resterà in osservazione fino alle 18,06, ora delle sue dimissioni.


Ma qual è il problema tecnico innescato dal ricovero del giocatore? Che si tratta di uno dei ragazzi formati, che le regole per la participazione al gioco impongono per il campionato di Serie A2: senza la sua presenza nella distinta (in A2 ne occorrono dieci), l’applicazione della norma per il mancato rispetto della regola sui formati sarebbe stata inevitabile, inutile stare nemmeno a ipotizzare che il buon senso avrebbe potuto prevalere sulle circostanze e sarebbe del tutto illogico ritenere che l’Avis Isola doveva teoricamente prevedere qualsiasi tipo di necessità portando col gruppo squadra un ulteriore giocatore “di riserva”. Ma la verità è che quanto accaduto, che avrebbe dovuto anteporre la preservazione della salute davanti a qualsiasi regola sportiva, è risultato di minor rilevanza davanti a quanto disposto dai regolamenti di gioco: questo è l’aspetto che non può essere e non deve essere accettato.


Un ragazzo che improvvisamente accusa un malore, viene trasportato in ospedale con l’ambulanza, come non può essere considerato un evento tale che i compagni di squadra possono restare impressionati e preferiscano non giocare e la società rinunci a scendere in campo? Perchè la partita, al di là dell’aspetto normativo legato alla mancanza del numero dei giocatori formati da utilizzare, sarebbe stata inevitabilmente condizionata da quanto si è verificato. E questa è l’assurdità di una decisione presa solo interpretando le carte, senza riflettere umanamente, cosa che un evento del genere avrebbe moralmente richiesto. 


L’Avis Isola sabato giocherà a Crema lo scontro diretto con il Videoton, quasi sicuramente si salverà visto che a tre giornate dalla fine, considerando anche la penalizzazione, vanta cinque punti di margine sull’Aosta, terzultimo e oggi condannato a giocare i playout. Ma questo comunicato 779 farà storia, ma non per l’importanza in positivo di quanto statuito giudizialmente, ma totalmente in negativo, per il fatto che le carte, nel mondo dello sport, contano più della salute umana (e dei referti dei pronto soccorsi).


cas.