17/10/2023 12:58
C’è qualcuno (il solito) che continua enfaticamente a professare quanto siano clamorose le percentuali di realizzazione degli italiani nel campionato di Serie A, che sono addirittura cresciute nella seconda giornata rispetto alla prima. Fa queste dovute sottolineature a rimarcare quelli che sarebbero i benefici effetti della riforma, come se prima della riforma il massimo campionato del futsal italiano si giocasse sulla Luna: nessuno, che la nostra memoria ricordi, ha mai detto che il calcio a 5 che si praticava in Italia fosse figlio di una politica penalizzante nei confronti degli indigeni, tanto che quando l’Italia del 50% dei giocatori “non formati” ha vinto gli Europei nel 2014 ad Anversa (quella era la percentuale imposta dal CONI con la circolare 1274/2004: in più c’era Lima, “formato”), non abbiamo visto alcuno scendere dal carro dei vincitori. Anzi, al contrario, a tutti è piaciuto salirci.
La verità è che adesso, non sappiamo in base a quale valutazione, coloro che nel 2014 facevano festa per la vittoria di Anversa parlano nella maniera opposta di quella frangia di giocatori che nel decennio menichelliano (e ci aggiungiamo anche la precedente sessione con Nuccorini Ct) ha portato l’Italia ai vertici della disciplina, sia in Europa che nel Mondo. Per carità - e ribadiamo già quanto abbiamo detto con grande chiarezza - noi siamo oltremodo felici che i calciatori italiani sfruttino il momento e diventino decisivi per le sorti delle rispettive squadre di club, ma evitiamo per favore di travisare la realtà.
Perchè quello che si sta facendo esaltando certe percentuali è davvero imbarazzante: ma questo alacre sostenitore delle attuali politiche di viale Tiziano si è reso conto o no che dei famosi 192 atleti che ogni fine settimana disputano le otto gare della giornata della Serie A, gli italiani e “formati” costituiscono i due terzi? Si è reso conto che la percentuale minore degli organici, ossia il terzo composto dai giocatori “non formati” - stando ai suoi conteggi - ha segnato il 57% dei 37 gol realizzati nella seconda giornata (peraltro tolti anche i tre siglati dai “formati”)? Si rende conto che la metà dei giocatori “non formati”, rispetto agli italiani e “formati” in lista, ha messo a segno più del doppio delle reti ‘autoctone’ del secondo turno?
Siamo certi che all’inizio della prossima settimana torneremo a leggere di percentuali, lodi, elogi. La nostra risposta quale sarà? Non ci saranno risposte… quello che abbiamo detto basta e avanza. E le nostre convinzioni non le scalfirà nessuno.
Nella foto: Salas e Pulvirenti, andati ambedue a segno venerdì sera in Napoli-Meta finita 1-1