27/04/2022 20:20
Pordenone, Massimo Leo conosce ogni segreto dei neroverdi: 'Raccolto quanto seminato in passato''
Parla poco Massimo Leo,
anche se di cose da dire ne avrebbe molte, vista la sua ventennale
esperienza nel futsal. Con lui abbiamo tracciato un piccolo bilancio sul
finire di questa fantastica stagione neroverde, prima della grande
festa, con tutti i tifosi, in programma sabato pomeriggio al Pala Flora.
"Preferisco
parli il campo, preferisco vedere i nostri ragazzini crescere e
migliorare giorno per giorno, i grandi proclami li lascio ad altri." -
si presenta così Massimo.
- Molti ti
considerano un pò una figura misteriosa del Pordenone, tu cosa ci dici? La risposta, dopo un breve sorriso di circostanza, non si è fatta
attendere.
"Il Pordenone è creatura molto delicata e
preziosa, con pesi e contrappesi. Abbiamo un Dna tutto nostro di cui
bisogna essere orgogliosi. Penso ai sacrifici fatti negli ultimi dieci
anni con il precedente Presidente Vito Binot, con l'attuale Presidente Onofri, con Sacilotto e con Giancarlo Bortolin, artefice della nascita del settore giovanile neroverde.
Ma è soprattutto merito di tante persone se oggi abbiamo raggiunto
questi risultati e mi dispiace non poterle ringraziare pubblicamente una
ad una."
- Bilancio annuale?
"È stata un'annata in cui abbiamo raccolto quanto abbiamo seminato in passato. Una promozione in A2 più una qualificazione alle Final eight di Coppa Italia per la Prima Squadra, Under 19 ai playoff, Under 17 e Under 15 qualificate
in Eccellenza Veneta (la massima categoria prevista, ndr). Tante belle
promesse in Esordienti e Pulcini e Primi calci. Adesso festeggiamo, ma
non dobbiamo pensare di essere arrivati, anzi questo deve essere per
tutti, e per il settore giovanile in particolare, un punto di partenza."
Scegli un nome della Prima Squadra per quest'anno.
"Deluderò chi si aspetta "i soliti noti". Io scelgo Federico Finato,
perché ha dimostrato che a 26 anni si può cambiare e fin da subito ha
capito e saputo interpretare le caratteristiche societarie soprattutto
in questa stagione: disciplina, intensità, umiltà e passione".
- Quando
hai capito che l'A2 non era solo un sogno?
"Negli ultimi 10 minuti
contro la Luparense. Da 3-0 per noi siamo andati sotto 5-3. Un'altra
squadra si sarebbe disfatta, noi invece siamo rimasti lì, abbiamo
sofferto, siamo rientrati con la testa e poi abbiamo ripreso la partita e
vinto con merito. Una prova di forza e di maturità incredibile."
- Programmi
per il futuro?
"Abbiamo in serbo tante belle cose, ma fino al 30
aprile, giorno della grande festa neroverde, diamo spazio ai
festeggiamenti. Ci saranno nuovi innesti
dirigenziali, nuove persone che daranno spinta e linfa alle nostre
attività, così avrò personalmente (e finalmente) più tempo libero".
Sarà davvero così, o il nostro evergreen Massimo continuerà a stupirci ancora?
Andrea Mazzon - Area Comunicazione Pordenone Calcio a 5