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06/01/2026 16:43

Orange Under 19, niente da rimproverarsi: in finale di Supercoppa resta una prestazione orgogliosa

Una partita spettacolare contro una corazzata che ha vinto tutte le competizioni degli ultimi tre anni e ce la siamo giocata fino alla fine. Il tabellone recita 5–3 per la squadra della Capitale, ma i ragazzi non devono rimproverarsi nulla: hanno lottato come leoni per 40 minuti, giocando alla pari, senza alcuna sudditanza psicologica. Alla fine sono i dettagli a fare la differenza.

La Supercoppa è andata a Roma, ma l’orgoglio per il percorso resta ad Asti e alla famiglia Orange, che sui canali nazionali ha fatto vedere qual è la pasta di cui è fatta.

Alla partenza un po’ di timore reverenziale c’è stato, quello che ha portato alla marcatura di Marcelo (alla fine MVP del match), ma poi, dal 6° minuto del primo tempo in avanti, si è vista una squadra che ha tenuto il campo benissimo: il pareggio firmato Federico Caracciolo e più di un’occasione per passare in vantaggio. Se il palo colpito dal portiere della Roma è sembrato fortuito, quello di Cesari è apparso decisamente più cercato (non a caso premiato a fine partita).

La ripresa è stata pirotecnica: ancora Marcelo per il vantaggio, subito controbilanciato dal gol di Alessandro Caracciolo. Il pressing feroce ha portato la Roma sul 4–2, un parziale che avrebbe annichilito qualsiasi contendente, ma non Merlo e compagni. Ferrara ha firmato il 4–3 e, nel momento migliore, restano un paio di decisioni dubbie su cui recriminare: la strattonata su Merlo lanciato a rete e un tocco di mano in area. Niente alibi, solo la sensazione di un risultato che avrebbe potuto cambiare. Ma va bene così. Resta il viaggio, la trasferta al PalaSele e la certezza di essersela giocata fino alla fine.

E per una sera, sui canali nazionali, si è visto l’orgoglio di una squadra, di una città, di un territorio e di un colore: l’Orange.

Ufficio Stampa Orange