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21/12/2025 08:30

Orange Asti, chiuso il girone di andata senza sconfitte: pari da applausi (5-5) con l'Olimpia Verona

Si chiude il girone d’andata del campionato e una sola parola basta per raccontarlo: incredibili. Non è uno slogan, è una constatazione. È il mantra che accompagna l’ultima, durissima trasferta dell’anno, su un campo ostico, quello dell'Olimpia Verona, in un palazzetto ribollente di tifo e futsal vero, dove i ragazzi agli ordini di Patanè escono dal parquet con un 5-5 da applausi (pt 2-2) figlio di una partita giocata con coraggio, qualità e soprattutto personalità, sempre in vantaggio e padroni del gioco nella ripresa. 

LA PARTITA -  Alle 18 in punto il fischio d’inizio dà il via alla battaglia. Il clima è infuocato, ma come insegna la colonna Max Iglina, vero sergente di ferro della truppa, mai indietreggiare. E la risposta è immediata: al primo sussulto esplode l’Orange Mania, con Condor che mette il timbro sul match firmando il dodicesimo gol stagionale. I padroni di casa reagiscono con furia, spingono, la ribaltano, ma quando il momento si fa caldo emerge il Cannibale, che rimette ordine e riporta tutto in equilibrio all’intervallo. La ripresa è uno spettacolo puro: un susseguirsi di emozioni, rigori, espulsioni, giocate al limite e colpi d’alta scuola. È futsal allo stato puro, con Ibra e compagni che non mollano mai la presa e restano sempre avanti nel punteggio, mostrando maturità, carattere e una fame che non conosce soste. Il pareggio finale è giusto, ma sa di impresa. Perché arriva su un campo difficilissimo, perché conferma una personalità che questa squadra ha dimostrato per tutta la stagione — e quando mai è mancata? — e perché rende merito anche a un gruppo, quello veronese, che forse meriterebbe una classifica diversa. Al giro di boa parlano i numeri: dieci punti di vantaggio, una media realizzativa straordinaria con il dinamico duo Piazza-Ibra, una capacità di presidiare il campo che fa la differenza. Numeri che raccontano di una squadra solida, consapevole e tremendamente ambiziosa.

Ora è tempo di ricaricare le energie, prima di affrontare il girone di ritorno con le stesse stimmate e la stessa fame. Ma prima c’è un altro appuntamento da vivere col cuore: a Eboli l’Under sfiderà la corazzata Roma per la Supercoppa Italiana. L’augurio è che il 2026 si apra con una gioia enorme, quella che sarebbe la consacrazione definitiva di un gruppo cresciuto tantissimo e che, una cosa è certa, non si fermerà ad Eboli.

Ufficio Stampa