17/10/2025 17:00
Ormai la scottatura è passata. La New Team Lignano, assimilata la sconfitta per 7-0 subita all'esordio in Serie B sul campo del più quotato Bissuola, guarda con maggiore fiducia alla prima in casa del campionato cadetto, accogliendo tra le mura amiche il sempre temibile Giorgione, che pur perdendo il bombe Diego Guidolin, rimane una squadra di alto profilo grazie al suo gruppo di giovani talenti guidati da un paio di elementi più esperti. Elementi esperti che però non mancano nemmeno alla formazione friulana, che tra i suoi punti di riferimento può ancora contare sul portiere classe 1987 Stefano Tomasino. E' infatti lui a presentarci questa prima gara casalinga della New Team Lignano.
- Preparando la partita con il Giorgione, su quali aspetti vi siete concentrati per arrivare pronti a questa sfida?
"La partita con il Bissuola è stato un battesimo tosto, adesso abbiamo un'idea più chiara del percorso che ci aspetterà e di ciò che richiede la categoria. Ci siamo resi conto che serve più costanza, soprattutto a livello mentale, mentre su alcuni aspetti dobbiamo essere più precisi. Era importante non accusare il colpo di una sconfitta che, a livello di risultato, è stata importante. Credo che siamo riusciti ad allenarci un po' meglio durante questa settimana, con maggiore applicazione e determinazione nel cercare di fare le cose che il mister ci chiede".
- Del Giorgione cosa sapete? Che partita vi aspettate?
"Il Giorgione ha proseguito la linea che porta avanti da anni. Continua a coltivare giovani di qualità, e non è un caso che alcuni giocatori che popolano le serie maggiori siano partiti da là. Ci aspettiamo di trovare un avversario con tanta energia e qualità, dimostrate dalla loro vittoria di sabato scorso, e che ci metterà a dura prova. Per batterli servirà sicuramente dare il meglio di noi, ma sono convinto che sia una partita alla nostra portata. La qualità ce l'abbiamo, dobbiamo "solo" riuscire ad esprimerla al meglio.
- Che stagione si prospetta per te quest'anno? Dovrai essere ancora di più uno dei leader dello spogliatoio vista anche la tua esperienza?
"Ho da poco compiuto 38 anni, non so se e quanto ancora giocherò a calcio a 5; quindi, per me ogni anno potrebbe essere l'ultimo. Ho scelto di continuare in B perché, dopo l'annata scorsa, era il percorso naturale e perché sento che posso ancora reggere le fatiche del campo, dei chilometri e dell'impegno mentale che ciò comporta. Sono convinto che l'esempio sia il primo insegnamento, può valere più di una gridata al compagno anche se arriva a destinazione in modo meno immediato. Spesso, in uno spogliatoio, le emozioni fanno perdere il controllo degli aspetti tecnici e c'è bisogno di qualcuno che dia equilibrio. Cerco di fare questo".
l.m.
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