16/07/2022 16:21
E’ finita. Non si è avverato il miracolo, per molti poco verosimile, che qualcuno intervenisse in “zona Cesarini” e salvasse l’Arzignano dalla chiusura. Il 15 luglio 2022 s’è dunque compiuto il destino di quel glorioso Grifo che tanto lustro aveva portato alla provincia di Vicenza e al territorio berico, conquistando due scudetti e trasformandosi per anni in un indiscusso punto di riferimento per lo sport del comprensorio.
Nessuno è intervenuto per realizzare quel colpo di coda che solo gli ottimisti più incalliti speravano potesse verificarsi. Con il passare dei giorni, delle ore, si è percepito sempre più nitidamente che il sogno biancorosso era ormai arrivato all’epilogo. Che c’è stato ieri.
“Niente da fare, andati”, il laconico messaggio che ci ha scritto il presidente Riccardo Tolio per riferirci che anche l’ultima speranza era stata vana. L’Arzignano, il glorioso e blasonato Grifo, dunque non esiste più. Almeno a livello nazionale. Chissà che nei prossimi giorni possa accadere qualcosa che induca qualcuno a richiamare Riccardo Tolio, magari riprogettando la ripartenza dal regionale veneto. Un po’ come accadde una decina di anni fa dopo il “terremoto” che segnò la fine della prima parte della storia arzignanese nel futsal.
Inutile dirlo: la delusione di Riccardo Tolio si taglia a fettine.
“Io sono entrato solo 10 mesi fa su richiesta dei dirigenti dell’ex A-Team (l’altro club di Arzignano che aveva unito le forze con la parte del Grifo, n.d.c.) per cercare di salvare una società che era già in seria difficoltà. In questi mesi ho dovuto solamente farmi carico dei problemi economici con accordi che erano stati già fatti da altre persone prima del mio ingresso. A causa di questo ho dovuto mettere mano pesantemente al portafoglio per riuscire a portare a termine la stagione con la speranza che qualcuno si facesse avanti. Invece a nessuno è interessato nulla… solo gente capace di parlare e sparlare per cui, dico, che senso aveva andare avanti in queste condizioni? Per me il calcio è e sarà sempre una passione… ma ci deve essere entusiasmo e avere gente attorno che rema dalla stessa parte”.
Quello che, nella sostanza, ha segnato la fine del glorioso Grifo.