25/09/2025 09:00
Archiviato l'ottimo debutto in campionato firmato in casa contro l'Arzignano, la prima trasferta di Serie C1 veneta che il Montello è chiamato ad affrontare è quella di Trebaseleghe, dove gli uomini di mister Alessandro Donisi dovranno sfidare l'Union Diavoli. Per i trevigiani sarà un altro bel banco di prova per capire di che pasta sono fatti, ma per un giocatore in particolare questo match sarà anche speciale sul piano emozionale. Parliamo di Marco Boin, portiere classe 1983 arrivato al Montello in estate, che proprio nel palazzetto di Trebaseleghe aveva iniziato a giocare a calcio a cinque, intrecciando la sua carriera con le diverse avventure societarie griffate Gifema Diavoli e Gifema Luparense. Non potevamo quindi non chiedere a lui le sensazioni del pre-gara.
- Dopo la prima vittoria contro l'Arzignano con che spirito arrivate alla trasferta in casa dell'Union Diavoli? Quali sono le tue aspettative per il match?
"Siamo partiti con il piede giusto venerdì scorso e la cosa naturalmente ha portato entusiasmo e fiducia. In settimana abbiamo lavorato bene consapevoli che quello di Trebaseleghe è un campo difficile dove non bisogna mai abbassare la concentrazione. Frizziero poi è un tecnico preparato e di sicuro avrà studiato la partita sui dettagli".
- Nel palazzetto di Trebaseleghe ci hai giocato per diversi anni; anzi, è proprio lì con i Diavoli che hai debuttato nel calcio a 5. Le tue sensazioni per questa sorta di ritorno alle origini?
"Ricordo tante e tante battaglie in quel palazzetto: sarà una bella emozione tornarci dopo tanti anni. Tra l'altro è proprio al palazzetto che ho conosciuto Giorgia, la mia compagna e mamma meravigliosa del nostro Pietro".
- Per il resto, sei soddisfatto di com'è iniziata la tua esperienza al Montello? Ti sei inserito piuttosto velocemente nell'ambiente?
"Stiamo lavorando bene, poi io personalmente sono sereno e a mio agio con i ragazzi: l'ambiente Montello è ideale. Serenità e tranquillità costantemente presenti fanno sì che mister e giocatori possano sempre lavorare al massimo per stare quanto più in alto possibile, sempre umili e con i piedi per terra".
l.m.
Foto: Luca Marazzato