11/12/2025 18:00
Marco Veschini l’ha rifatto. Ha ripetuto l’impresa che due anni fa consentì alla Gadtch, che all’epoca allenava sempre in Serie C1, di ribaltare in maniera clamorosa la netta sconfitta subita a Rieti nell’andata delle semifinali di Coppa Italia regionale dell’Umbria: in quell’occasione i sabini si imposero per 4-0, per poi venire ribaltati del tutto dagli uomini di Veschini che vinsero al ritorno per 8-3 e staccarono il pass per la finale che poi si aggiudicarono a spese del Gubbio Burano.
La storia si è ripetuta ieri sera a Monteleone. La squadra orvietana partiva dal pesante 3-8 patito proprio a Gubbio con l’Avvera, che altro non è che la denominazione adottata dal club eugubino all’inizio di questa stagione: praticamente alla fine del primo tempo, chiuso sul 6-1, aveva azzerato il -5 di gap, per poi andare incontro al trionfo con un 10-2 che è valso la finalissima del 4 gennaio con la Ducato Spoleto, carnefice a sua volta del Rivo Subasio.
“La settimana è stata costruita sotto una sola frase: ‘noi possiamo’ - ci racconta proprio Marco Veschini. - E’ stata un'impresa, soprattutto perchè sapevano tutti che giocavamo contro il tempo. Abbiamo giocato la gara perfetta scrivendo una grande pagina della storia di questa società”.
- Il preambolo…
“Martedì durante l'ultima rifinitura abbiamo impostato la gara da fare, riaprirla nel minor tempo possibile. La realtà ha superato l'immaginazione, un po' come il resto della stagione: questa è una squadra competitiva ma che ha la paura di sapere di essere grande. Ho lavorato molto su quest'aspetto, riuscire a convincere la squadra dei propri mezzi. E chi ho trovato? Loro, i miei ragazzi, disponibili, seri e con tanta voglia di vincere: l'obiettivo era chiaro da subito, far sì di stare bene insieme, divertendoci seriamente”.
Un solo neo nella serata: l’infortunio alla mano destra di Rafinha, l’ultimo arrivato a Monteleone.
“L’unico piccolo cruccio, poco prima della fine della prima frazione ha riportato una frattura all'indice della mano destra, dispiace, ma ha fatto capire subito di che pasta è fatto, fasciatura e di nuovo in campo per tutto il secondo tempo. Gli sono bastati i primi dieci minuti di sabato col San Martino per amalgamarsi al resto del gruppo. Ma sono più che mai convinto che queste partite uniscano ancora di più, perchè sono gare che ti porterai dentro a lungo, che ti cambiano nella tua mente e ti cambiano una stagione”.
Le ultime parole di Veschini sono per il pubblico di Monteleone.
“Grazie ai nostri tifosi, tantissimi, sempre e ovunque, caricano la squadra e la sostengono: è innegabile che loro per noi sono un'arma in più”.