10/10/2025 19:05
La Serie A2 Élite del Montegrappa non è esattamente iniziata nel migliore dei modi, con il recupero della prima giornata disputato martedì scorso in casa contro l'Olimpia Regium che ha visto sorridere gli emiliani grazie a un beffardo 4-3 arrivato negli ultimi scampoli dell'incontro; 4-3 maturato tra l'altro dopo un match in cui mister Nicolás Gulizia non ha potuto contare su tutti gli effettivi tra infortuni e squalifiche. Il campionato però non aspetta e riparte anzi a razzo con un vero big-match, quello della terza giornata contro il MestreFenice (il secondo turno con il Vinumitaly Petrarca, lo ricordiamo, sarà recuperato martedì prossimo).
Anche la formazione bianco-arancio non è partita al meglio, complice il pareggio amaro di Merate e il ko con il Pordenone, quindi sabato pomeriggio al PalaMaser è prevista una sfida tra due squadre che avranno davvero il dente avvelenato. Se da una parte però i mestrini hanno in questa stagione la pressione di dover competere per l'alta classifica, dall'altra il Montegrappa ha la serena consapevolezza di dover crescere con pazienza, passando anche per qualche inciampo: un concetto che è emerso dalla nostra chiacchierata con Marco Ercolessi, il colpaccio del #futsalmercato estivo del Montegrappa, con cui abbiamo commentato la sconfitta di qualche giorno fa prima di dare uno sguardo all'imminente incontro con il MestreFenice.
- Marco, prima di tutto partirei da una rapida analisi del ko incassato con l'Olimpia Regium. È stata una sconfitta da dimenticare o pensi che comunque qualcosa di positivo ci sia stato, nonostante alcuni evidenti errori di troppo, legati forse anche all'emozione della prima di campionato, per di più in casa?
“Sicuramente la prima partita non è andata come volevamo - ammette il tre volte campione d'Italia con Marca, Luparense, Pescara e recordman di presenze in Nazionale (137). - Sapevamo di essere in emergenza perché alla fine, oltre ai diversi giovani, ci siamo trovati con soli cinque elementi più esperti, mentre fuori avevamo, tra gli altri, Miraglia infortunato, così come De Zen e Modesto con Cerantola squalificato, quindi ripeto, eravamo un po’ in emergenza. Comunque non mi piacciono le giustificazioni, non abbiamo fatto una buona gara, abbiamo commesso troppi errori e forse sì, c’era anche un po’ di emozione, un po’ di nervosismo. Ma per il resto non è un discorso di salvare o non salvare qualcosa: stiamo attraversando un processo che ci serve per dare esperienza a tutti quei ragazzi giovani che per crescere hanno bisogno di passare da queste partite, da queste situazioni complicate”.
- Adesso sfida al MestreFenice, candidato alla promozione in A ma protagonista di una partenza a singhiozzo. Sei un giocatore di infinita esperienza e sai cosa significa giocare per grandi obiettivi: cosa può passare quindi adesso per la testa dei vostri avversari e come andrà quindi approcciata una gara così delicata?
“Sì, il MestreFenice ha costruito una squadra per ambire a un campionato di vertice, sinceramente però non credo molto nella definizione delle squadre “fatte per vincere il campionato” perché da lì passano troppe situazioni che durante l'anno possono cambiare o determinare una stagione. Sicuramente però - prosegue il campione d'Europa con l'Italia nel 2014 - hanno allestito una squadra attrezzata per fare bene: centrare la promozione diretta o i playoff credo rientri tra i loro obiettivi. Come si affrontano queste partite? Sono gare come tutte le altre; non cambia assolutamente nulla. Sicuramente è un inizio stagione difficile perché arriviamo con i già citati infortuni senza dimenticare i molti giovani che devono fare un alto minutaggio; poi lo spostamento delle partite che ci ha portato a giocare ogni tre giorni non ci sta aiutando neanche in questa situazione. Però ripeto, il campionato è sempre molto lungo e il giro di boa secondo me è quello che poi determina i parametri delle squadre; prima si può dire tutto e si può dire niente. Sicuramente fare punti o cercare di riuscire a portare qualche situazione a nostro vantaggio, qualche punto o qualche vittoria fa morale, però credo che quella di domani sia una partita come tutte le altre e dobbiamo stare attenti e cercare di fare una grande gara, contando anche sui giocatori che recupereremo”.
- Parlando del tuo ambientamento a Maser cosa ci puoi dire? Positivo il tuo primo periodo al Montegrappa?
“Mi sto trovando bene ovviamente, anche se quello dalla Serie A all’A2 Elite è un grosso cambiamento - spiega la leggenda azzurra nativa di Abano Terme. - Però entro in una società che storicamente esiste, che ha cambiato denominazione e che creando una polisportiva con il calcio a 11 ha creato un ambiente e una struttura più completa. Questa società finora mi ha dato tutto quello che era necessario, a me così come a tutti gli. Ovviamente ci sono ritmi diversi e anche giocatori diversi, però ho scelto questa società proprio perché ho ritrovato anche vecchi compagni e figure all'interno della società che facevano parte della Marca. Mister Gulizia poi è un allenatore con tanta ambizione, ne sa di calcio a 5 e vista la sua esperienza in Italia credo che abbia anche molto da dare. La mia scelta è quindi legata a tutta questa situazione. Sono contento e positivo, spero di riuscire a portare loro qualcosa per farli crescere e di mettere a disposizione la mia esperienza per i giovani. Per il resto bisogna comunque lavorare e cercare di intraprendere la strada migliore per ottenere poi i risultati e consolidare questa realtà”.
Lorenzo Miotto
Foto: Marco Priarollo