28/06/2025 16:30
Un punto fermo di questa Meta Catania, artefice di prestazioni di altissimo profilo e di gol pesanti. Giovanni Pulvirenti analizza il secondo scudetto consecutivo e la festa del PalaCatania.
“Sicuramente per vincere ci vuole sia consapevolezza che maturità. Quest’anno eravamo i favoriti: c’è stato molto più stress rispetto all’affrontare i playoff da outsider. L’anno scorso ci credevamo, quest’anno sapevamo di dover vincere, era un’occasione irripetibile con questo gruppo di lavoro e questa qualità nel roster. Siamo riusciti a sopperire ad assenze importanti, è stata importante la coesione del gruppo e i valori della società che abbiamo fatto nostri”, spiega il laterale etneo.
“È stato l’anno più lungo e pesante della mia carriera, con partite sempre ad alta intensità. Adesso un po’ di meritato riposo. Che effetto fa ritrovarsi in Nazionale con Salvo Samperi e Carmelo Musumeci? Una sensazione stupenda, è partito tutto da Acireale. Abbiamo sempre creduto nel nostro lavoro, già in A2, anche quando i mezzi a disposizione non erano dei migliori. Samperi sulla panchina della Nazionale non mi stupisce affatto, fin da subito ha dato un imprinting non indispensabile in quel tipo di categoria e organizzazione. E che dire di Musumeci? Non ci sono aggettivi per un giocatore così forte. L’aggettivo per me? Mi piace essere il loro braccio destro”.
dal nostro inviato Ludovico Licciardello
foto: Divisione C5