07/02/2023 22:35

Luciano Zaccardi tuona e dice basta: "Le società devono avere il diritto di giudicare gli arbitri!"

Dire che Luciano Zaccardi è adirato è il più banale degli eufemismi. Lo storico presidente dell’History Roma 3Z ha letteralmente sbottato dopo gli episodi legati alla conduzione arbitrale della partita con il Real Academy Ciampino che, al di là del 2-2 maturato in campo, ha riservato un dopo partita molto caldo negli spogliatoi del PalaTarquini, con degli atteggiamenti che non sono andati affatto giù al massimo dirigente del club  capitolino.


Che oggi ha scritto di getto una lettera, inviata ai colleghi presidenti del futsal nazionale, alzando l’indice nei riguardi delle prestazioni arbitrali per niente soddisfacenti e rilanciando una serie di iniziative che possono invece contribuire ad aprire dialoghi più costruttivi con la classe arbitrale. Tra queste una pagella che le società possono avere la possibilità di compilare per dare il proprio giudizio sull’operato dei fischietti e contribuire a rendere il gioco in maniera più condivisibile.


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LA LETTERA - A seguito dell'ennesima gara condizionata in maniera evidente da una direzione arbitrale insoddisfacente, mi trovo costretto a dire basta! Non è possibile che siano sempre le società a rimetterci. Le stesse società che compiono enormi sacrifici per portare avanti tutte le attività, vanificate da “distrazioni” che poi non vengono mai valutate.


La gestione dei cartellini e delle gare spesso viene determinata non da un giudizio tecnico, ma da una volubilità personale del direttore di gara. Scelte che poi indirizzano partite, decidono risultati e influiscono in maniera pesante sulle classifiche e sui traguardi raggiunti.

Non so quello che pensano i miei colleghi, ma arrivati nel 2023 non capisco perché l'operato di un direttore di gara non possa mai essere discorso di confronto o essere giudicato dalla stesse società, anche per aprire quel dialogo fondamentale per la crescita di tutto il movimento.

Un pagellino compilato dai club nel dopo gara potrebbe essere un modo di capire cosa non funziona nella gestione delle partite. Un pagellino da inviare sia all'AIA che alla Divisione e che possa servire anche per valutare l'andamento degli arbitri da un altro punta di vista. Così come una squadra può incappare nella retrocessione in una categoria inferiore, lo stesso dovrebbe accadere per direttori di gara che non si dimostrino all'altezza di un palcoscenico prestigioso come quello del campionato nazionale.

Anni e anni di partite hanno dimostrato che il solo giudizio dell'osservatore arbitrale non è servito per la crescita e la formazione degli arbitri stessi, che spesso utilizzano cartellini come armi e non come strumenti per sanzionare comportamenti fallosi o scorretti.