17/02/2021 15:15
Dopo ben dodici anni vissuti nei nostri campionati, il centrale Luciano Andrès Avellino si gode la sua nuova avventura professionale in Spagna nella Primera Division. Il classe 1988, nato a Rosario, a pieno titolo si sta ritagliando con merito uno spazio rilevante nel campionato più bello e, allo stesso tempo, più competitivo del mondo. Tre gol per lui finora in diciotto gare ma, soprattutto, un rendimento di alto profilo a livello individuale e per la sua squadra, il Jimbee Cartagena, che guida al momento la Liga essendosi laureata campione di inverno al termine del girone di andata.
Come vedi questo primo posto e dove pensi possa arrivare il Cartagena in Primera Division?
“Siamo molto contenti di aver raggiunto questo obiettivo - spiega Avellino - La squadra era una squadra nuova con tanti giocatori nuovi. Non era facile amalgamarci tra di noi e fare bene subito. Per fortuna con il lavoro del mister e di tutto lo staff siamo riusciti sin da subito a trovare continuità e ad andare tutti dalla stessa parte. Questo ci ha permesso di fare molti punti nel girone di andata e raggiungere questo traguardo storico per la società e per la città. Siamo molto contenti, è un titolo che non ti dà nessun premio, ma ti fa rendere conto che stai lottando per grandi traguardi. La nostra squadra è in grado di competere con le formazioni più forti e vedremo a fine stagione dove con la Coppa e i play off saremo arrivati. Sicuramente ci impegneremo al massimo perchè il Cartagena possa arrivare il più alto possibile come fatto nel girone di andata”.
L’Italia è rimasta ancora nel cuore ad Avellino che nel nostro Paese ha difeso i colori della Domus Chia nel 2008/2009, poi le otto stagioni al Latina (con due promozioni dalla serie B alla massima serie) che gli valgono anche la convocazione nella Nazionale argentina nel 2014. A seguire l’esperienza al Kaos Reggio Emilia dove mette in bacheca una Coppa Divisione ed infine i due anni in Abruzzo nell’Acqua&Sapone dove vince una Coppa Italia e una Supercoppa. Impossibile per lui non sentire la nostalgia dell’Italia dopo tante stagioni vissute nei nostri campionati.
“Dopo dodici anni che ho giocato nei campionati italiani sento tanto la nostalgia dell’Italia, un Paese a cui mi sono affezionato tantissimo. Sento tanto la mancanza dei dirigenti, dei compagni e degli allenatori con cui si era creato un bel rapporto nelle squadre in cui sono stato. Sono nate delle amicizie, sento la nostalgia del mangiare italiano, della vita italiana a cui mi era abituato. Per fortuna mi trovo comunque molto bene anche qui in Spagna e credo che in futuro sicuramente tornerò in Italia perché ho lasciato dei rapporti molto importanti e vorrei ritornarci a giocare”.
Consiglieresti anche per via delle tue competenze qualche giovane talento argentino ai club italiani?
“Negli ultimi anni ho aiutato dei talenti argentini ad
arrivare in Italia per via delle mie conoscenze, come ad esempio Cattaneo,
Lamas, Caruso, tutti ragazzi che ho consigliato io che per fortuna stanno
facendo molto bene - conclude Avellino - però in Argentina in continuazione escono talenti nuovi come
Augusto Van de Casteele che gioca nel Newell's Old Boys
emme.elle