26/05/2022 18:57
La stagione del Lido di Ostia si è chiusa nella maniera più dolorosa possibile, ovvero con una retrocessione in Serie A2 dopo che i lidensi erano diventati tra le realtà più belle del massimo campionato. Tempo di riflessioni, ma anche di tracciare un bilancio di ciò che è stato e che non ha funzionato. E' il tecnico Maurizio Grassi a fare il punto.
"Inizio col dire che non siamo partiti con il piede giusto - ammette -, un po' per sfortuna e un po' per nostri demeriti. Nel primo periodo non siamo riusciti ad affrontare una partita con più di sei giocatori a disposizione, nonostante tutto a parte poche eccezioni le prestazioni non sono mai mancate. All'andata ricordo quella di Polistena, quella in casa con la Came e poco altro. Inizio travagliato, poi con il mercato invernale avevamo rimesso le cose apposto. Siamo ripartiti forte, facendo risultato con la L84, unica gara in cui siamo riusciti a realizzare più di tre gol".
Grassi continua così la sua analisi.
"Dopo la vittoria contro la L84 è arrivata la sconfitta con l'Olimpus, da lì abbiamo iniziato una serie di risultati utili vincendo contro Pescara e Syn-Bios o pareggiando a Pesaro. Ci eravamo rimessi in carreggiata, nel derby contro il Ciampino l'avevamo vinta, lì purtroppo la follia di Cutrupi permette loro di pareggiare e da lì è accaduto qualcosa, siamo crollati psicologicamente e non siamo più riusciti a vincere, pur giocando bene. Un dato incredibile che ci ha portati a questo risultato è la poca incisività sotto porta. Siamo stati a lungo tra le migliori difese, ma non siamo mai stati messi male sotto questo punto di vista. Ma se andiamo a vedere i gol fatti siamo il peggior attacco, nonostante abbiamo creato tantissimo. Il rammarico più grande è stato questo, ed è anche uno dei fattori principali di questa retrocessione. Ci è mancata forse un po' di qualità in fase realizzativa, il killer instinct che serve nelle gare tirate. Un esempio è la gara che riassume questo è contro la Feldi, quando perdemmo 3-0 con meno di venti tiri subiti e 38 fatti. E' un dato che fa riflettere, quello che ci ha impedito di fare un campionato diverso".
Poi una riflessione.
"Non meritavamo la retrocessione, perché abbiamo sempre fatto prestazioni, non abbiamo mai preso imbarcate. Questo è il mio rammarico più grande, la squadra ha sempre dato tutto, creato tanto e subito poco. Ma siamo retrocessi e abbiamo vinto poche partite, ed è questa la cosa che fa più male".