20/12/2022 11:45
Leonardo-Aosta apre alle 14,15 il programma delle gare previste per la giornata numero 16 del campionato di Serie A2, che inaugura il girone di ritorno, con il grosso delle partite che chiuderanno l’ultimo atto del 2022 in programma domani (giovedì sera il posticipo GPA Città di Mestre-Altovicentino). Ma è proprio l’argomento-A2 che tiene banco in questi giorni per più di un motivo.
Il primo, già snocciolato ieri, riguarda le modalità di abbinamento del turno preliminare della Coppa Italia, che avverrà per sorteggio senza tenere conto delle condizioni meritocratiche delle quali devono giustamente usufruire le otto formazioni che hanno concluso la prima parte del loro percorso al primo e secondo posto dei tre gironi, oltre che le due migliori terze: il problema esiste e si spera che in piazzale Flaminio rivedano questa decisione senza senso che potrebbe avere ripercussioni anche sulla composizione delle gare del secondo turno e, di riflesso, sulle quattro partecipanti alla Final Four di metà marzo.
Il secondo richiama invece gli aspetti di carattere normativo e non strettamente regolamentari come nel caso precedente, riguardando la determinazione del numero di squadre che a fine stagione dovranno retrocedere in Serie B. L’aspetto ingiustificato è che a pochi giorni da Natale, con la stagione a metà del suo cammino e il campionato di A2 che ha già doppiato la boa di metà percorso, ancora non è lecito sapere quale normativa verrà considerata per stabilire quante saranno le retrocessioni dirette al termine del campionato 2022/2023.
Una problematica che sarebbe il caso risolvere prima che generi polemiche e che interessa specificatamente i gironi B e C, quelli ossia nei quali si sono registrate le rinunce di Damiani & Gatti Ascoli e Catanzaro. Le NOIF, in merito a questo, sono abbastanza chiare: è prevista la retrocessione dell’ultima squadra classificata, escludendo dal discorso quelle che si sono ritirate prima dell’inizio o a campionato avviato, di fatto considerate inattive e pertanto cancellate dalla geografia del futsal. Ciò significa che nei gironi B e C andrebbero considerate retrocesse non le squadre ritirate bensì quelle che si classificheranno all’ultimo posto; mentre nel girone A questo problema di fatto non esiste.
In verità sono già due stagioni che la questione viene affrontata con evidente ritardo, arrivando paradossalmente a disporre la regolamentazione alla quale attenersi nell’ultimo mese di attività. Nella passata stagione, addirittura, si arrivò a stabilire il tutto alla vigilia della penultima giornata e con un provvedimento forzato del presidente Bergamini che giustamente prese l’iniziativa di decidere personalmente il da farsi, visto che dalla Lega Dilettanti non arrivavano le valutazioni richieste sull’argomento. In merito a questo ci poniamo per l’ennesima volta la domanda sul perchè la Divisione Calcio a 5 debba ogni volta interpellare la LND quando l’articolo 20 del Regolamento della stessa LND, ma anche l’articolo 10 dello Statuto FIGC, attribuiscono alla Divisione stessa ampia autonomia nella gestione della propria attività agonistica, limitando alla sola rendicontazione finanziaria il controllo sull’operato stagionale.
Fatto sta che ad oggi ancora si tarda a prendere la decisione in merito a questa situazione e questo tergiversare non è certo un comportamento corretto nei confronti delle società iscritte al campionato di Serie A2, anche se poi va detto, guardando l’altra faccia della medaglia, che tenere la decisione da adottare nel limbo può comunque favorire lo svolgimento regolare delle competizioni. Ma trattandosi di disposizione normativa non è certo possibile sapere cosa succederà ad aprile inoltrato solamente qualche giorno prima, per cui riteniamo che a piazzale Flaminio ci si debba preoccupare di velocizzare i tempi delle determinazioni e vengano comunicati celermente i termini di svolgimento delle competizioni, finanche prevedere nel comunicato numero 1 che darà il la alla stagione 2023/2024, le soluzioni ritenute idonee per evitare che si ripetano situazioni che stanno creando mugugni e perplessità un po’ in tutta la Penisola del futsal.
Come a dire, è sempre meglio prevenire anziché curare. Evitando polemiche (giustificate) inutili.