29/04/2022 09:44
“La Divisione calcio a cinque e la Divisione calcio femminile, formate dalle società disputanti i campionati nazionali corrispondenti e dai Responsabili regionali di cui al comma seguente, sono inquadrate nella LND, salva diversa determinazione del Consiglio federale adottata a maggioranza qualificata. La Divisione calcio a cinque e la Divisione calcio femminile hanno autonomia organizzativa, sono dotate di organi direttivi di natura elettiva ed esercitano le funzioni amministrative e di gestione delegate dalla LND. In ogni caso, la FIGC e la LND favoriscono e riconoscono alla Divisione calcio a cinque e alla Divisione calcio femminile l’autonomo reperimento di risorse finanziarie e di contributi finalizzati al sostegno delle proprie attività, con vincolo di destinazione di tali risorse e contributi alla Divisione interessata”.
LEGGI QUI L'ARTICOLO 10 DELLO STATUTO DELLA FIGC
“1. La Divisione Calcio a Cinque è dotata di autonomia organizzativa ed esercita le funzioni amministrative e di gestione delegate dalla L.N.D. In ogni caso, la F.I.G.C. e la L.N.D. favoriscono e riconoscono alla Divisione Calcio a Cinque l’autonomo reperimento di risorse finanziarie e di contributi finalizzati al sostegno delle proprie attività, con vincolo di destinazione di tali risorse e contributi alla medesima Divisione.
La Divisione Calcio a Cinque è inquadrata nella Lega Nazionale Dilettanti – salvo diversa determinazione adottata dal Consiglio Federale a maggioranza qualificata - di cui essa si avvale per la promozione e l’organizzazione dell’attività agonistica nazionale di calcio a cinque mediante l'attribuzione di compiti tecnico-sportivi.
La Divisione Calcio a Cinque rappresenta, nell'ambito di quanto disposto dall'art. 56 del presente Regolamento e per delega della Lega, le società partecipanti ai Campionati nazionali nel compimento di attività relative ad accordi concernenti la cessione dei diritti di immagine e di diffusione 37 e la commercializzazione dei marchi, con salvaguardia dei diritti specifici delle società. radiotelevisiva, le sponsorizzazioni e la commercializzazione dei marchi, con salvaguardia dei diritti specifici delle società”.
LEGGI QUI (DA PAGINA 36) IL NUOVO ARTICOLO 20 DEL REGOLAMENTO DELLA LND
Abbiamo voluto cominciare questo pezzo ricordando cosa recitano i passaggi sia dell’articolo 10 dello Statuto della FIGC che del nuovo articolo 20 (ex 18) del Regolamento della LND in merito all’inquadramento della Divisione Calcio a 5 negli organi della Federcalcio. Questo per un motivo essenziale: sottolineare, con quanto disposto dalle normative federali, l’autonomia organizzativa di cui la Divisione Calcio a 5 gode. E per autonomia organizzativa non pensiamo ci siano da fare particolari acrobazie interpretative su quello che è il suo significato.
Proprio per questo, allora, ci domandiamo per quale motivo, francamente inspiegabile alla luce proprio di quello che recitano i testi federali, si debba continuare a passare per la LND per qualsiasi decisione di carattere organizzativo e attendere l’esito della “consultazione” come se si debba aspettare di ricevere una sorta di autorizzazione a procedere. Perché? Nei regolamenti sopra citati non viene espresso nulla di questo, anzi la LND delega la Divisione per esercitare altre funzioni, come ad esempio quelle amministrative, “favorisce e riconosce”… “di cui essa si avvale (la LND, n.d.c.) per la promozione e l’organizzazione dell’attività agonistica nazionale di calcio a cinque mediante l'attribuzione di compiti tecnico-sportivi”. Dove sta scritto che la LND decide per conto della Divisione? Non lo ravvisiamo.
Perché tutto questo ci si chiederà? Perché ieri, la bocciatura arrivata dalla LND alla richiesta di derogare dal regolamento che la Divisione aveva varato a inizio stagione in merito alle retrocessioni nei e dai campionati nazionali, lo riteniamo un nuovo atto di interferenza della Lega sulle questioni organizzative della Divisione. Già nella stagione 2019/2020, quella del lockdown per intenderci, una interpretazione poco chiara aveva imposto alla Divisione (al contrario dei Comitati Regionali, sic!) di procedere con l’attuazione delle retrocessioni delle società classificate all’ultimo posto in tutti i gironi, con i campionati precedentemente sospesi per lo scoppio della pandemia, che avevamo interpretato come un’assurda punizione di quei club costretti a interrompere i propri percorsi per fattori non dipendenti da loro, quasi a dover pagare con il declassamento del titolo sportivo l’effetto pandemico. Questo per il futsal nazionale, nulla di tutto questo (paradossalmente!) per il calcio a 5 regionale.
La stessa situazione si è ripetuta nel finale dello scorso anno sportivo, quando non si è dovuto tenere conto nella compilazione delle classifiche dei campionati nazionali di quelle società rinunciatarie dopo la composizione dei gironi, oppure ritiratesi dopo la stesura dei calendari o a stagione in corso.
L’intenzione del Consiglio Direttivo, nella circostanza attuale, era proprio quella di salvaguardare quelle società, nei quattro gironi dove in questa annata si erano verificate le incresciose situazioni di rinuncia (girone E di Serie B maschile) e ritiro delle partecipanti (gironi A e B di Serie A2 maschile e girone C di Serie A2 femminile), che rispetto alle determinazioni regolamentari attuate a inizio stagione, per motivi non imputabili a loro, rischiavano di veder trasformato l’accesso al playout di competenza in una sostanziale retrocessione.
Questo si voleva evitare. Non potendo chiedere interventi in deroga all’articolo 16 delle NOIF essendo intervenute le revoche delle affiliazioni dei club rinunciatari (Atletico Nervesa, Porto San Giorgio, Ossi e Florida), i consiglieri incaricati hanno pensato, per correttezza istituzionale, sottoporre la questione al quarto piano e ricevere un parere. Che per quanto disposto dall’articolo 10 dello Statuto e dall’articolo 20 del Regolamento della LND, non poteva e non doveva essere vincolante, rientrando questa scelta “di opportunità e di salvaguardia” in quegli aspetti di autonomia organizzativa che le disposizioni normative della FIGC assicurano alla Divisione Calcio a 5.
Credevamo che finalmente il Consiglio Direttivo potesse ragionevolmente lavorare sulla gestione dell’attività agonistica nazionale senza dover più subire le ingerenze della LND in situazioni dove evidentemente non c’è bisogno di luminari delle Carte Federali per poter procedere per tutelare e garantire il positivo decorso dei “nostri” campionati. Il tempo di dover dipendere dalla LND, per noi, è finito da un bel pezzo: presidente Bergamini, a quando il tanto acclamato sbarco in FIGC?