breaking news
  • 18/04/2026 22:05 Serie C1 Sardegna, colpaccio della Ichnos: vince a Cagliari la finale playoff con il Cus (2-0) e si qualifica per la fase nazionale
  • 18/04/2026 21:54 Serie C1 Lazio, nella finale dei playoff la Pro Calcio Cecchina si impone per 4-3 sulla Forte Colleferro e accede alla fase nazionale
  • 18/04/2026 20:11 Serie C1 Puglia, impresa del Real Molfetta nella finale dei playoff: 3-2 in casa del Cassano delle Murge, ora c'è la fase nazionale
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Molise, il Torremaggiore non si presenta alla finale dei playoff! La DV Venafro accede alla fase nazionale delle seconde
  • 18/04/2026 20:07 Serie C1 Sicilia, alla Clamar Akragas il titolo regionale: nella finale di Acireale battuto il Ferla con il risultato di 6-3
  • 18/04/2026 16:58 Serie C1 Umbria: il Rivo Subasio batte per 8-6 il San Martino nella finale dei playoff e accede alle finali nazionali delle seconde
  • 18/04/2026 00:39 Serie C1 Toscana, finale playoff: Vigor Fucecchio-Virtus Poggibonsi 5-5 d.t.s. Vigor qualificata alla fase nazionale delle seconde

25/11/2021 18:49

La storia delle patch, il dietro-front della Divisione: sospeso il provvedimento di obbligatorietà

Lasciatecelo dire: la storia delle patch da apporre obbligatoriamente sulle maglie da gioco da parte delle società partecipanti ai campionati nazionali non aveva veramente senso. E ancora più senza senso era stata la clamorosa sanzione amministrativa che il giudice sportivo aveva pedissequamente inflitto a tutte le società inadempienti, la cui spropositata entità ha finito veramente per far tracimare il malcontento dei club. 


E se alla fine la Divisione Calcio a 5, oggi, con il comunicato n.250, ha ben pensato (e sottolineiamo il ben) di rivedere un po’ tutta la questione, ha semplicemente fatto la cosa già logica che si sarebbe dovuta fare.


LA NOTA UFFICIALE - La Divisione Calcio a 5, preso atto delle molteplici criticità riscontrate nell’applicazione dell’obbligatorietà dell’apposizione delle Patch sulle maglie da gioco, dispone la sospensione del relativo provvedimento pubblicato sul Comunicato Ufficiale n.36 del 1 ottobre 2021, riservandosi una riflessione nel merito.


CLICCA QUI PER LA LETTURA INTEGRALE DEL COMUNICATO N.250


Viene spontaneo cercare di capire cosa vorrà dire “riflessione nel merito”, quando una sostanziosa fetta del futsal nazionale ha ritenuto l’iniziativa inutile nella sua funzione, perchè quella “toppa” appiccicata sulla spallina della maglietta in effetti a cosa può servire? Passi per le squadre della Serie A, sia maschili che femminili, chiamate nello spirito del senso di appartenenza alla disciplina a emulare le pari categoria più blasonate del calcio, ma le società di A2 e B, finché dell’Under 19 e dell’A2 femminile, che cosa avrebbero tratto di utile da tutto questo? Niente. Anzi, a conti fatti rischiava di essere (e in parte lo è stato) un ulteriore salasso.


Piuttosto, chiediamo, della sfilza di provvedimenti pecuniari che sono stati formalizzati dal giudice sportivo sin dall’introduzione della normativa, che ne sarà adesso? In attesa di questa non meglio precisata “riflessione nel merito” i 500 euro appioppati alle società che non avevano rispettato la disposizione verranno congelati, condonati o ristorati (per chi ha già pagato)? Ma sia chiaro che non è una questione di giustezza o meno della sanzione, è una questione di pura iniquità. 


Che le multe vengano sancite per giuste motivazioni. Abbiamo scritto che quella inflitta per la mancanza dell’assistenza medica a bordo campo è ridicola… ecco, in tempi di pandemia, in cui tutti devono rispettare i più articolati protocolli sanitari e tutte le regole stabilite dall’alto per poter giocare regolarmente, perchè non rendere obbligatoria la presenza di personale abilitato a intervenire in caso di necessità sanitarie?


A proposito, ma giusto per essere chiari: questa non la riteniamo affatto una vittoria di Calcio a 5 Anteprima, che giusto lunedì 22 novembre aveva denunciato apertamente la infelice storia delle patch (LEGGI QUI), diciamo che è la vittoria di quella "coscienza del futsal" che si aspetta da chi dirige i giochi in piazzale Flaminio di lavorare per portare linfa alle società, non alle casse dell'istituzione.